Point break (Kathryn Bigelow, 1991)
Film del 1991, diretto da Kathryn Bigelow, novello premio Oscar all'epoca moglie di James Cameron.
Una banda di rapinatori, caratterizzata dalla velocita` (una rapina in 90 secondi) e dall'uso di maschere carnevalesche che riproducono l'effige di ex presidenti USA, mette a segno una grande quantita` di colpi risultando imprendibile.
Quest'ultimo sospetta che la "banda dei presidenti" sia in realta` un banda di surfisti e proprio su questo aspetto si snoda la vicenda: Johnny impara a fare surf e riesce ad infiltrarsi nell'ambiente dei surfisti.
Il surf lo coinvolge e la vicenda si complica di aspetti sia sentimentali sia legati all'amicizia che si crea tra Johnny e gli altri.Sono descritti dettagliatamente sia l'aspetto sportivo del surf che l'ambiente che gli ruota attorno, ma soprattutto su quest'ultimo aspetto ho trovato un po' di esagerazione: i surfisti sono descritti come una tribu` di esaltati che seguono regole proprie, in nome di una trasgressione "totale" e sono spesso anche personalita` mentalmente disturbate, dedite all'alcool e alla droga, facili alla rissa, persi dietro al sogno dell' "onda perfetta".
Cose probabilmente vere, ma non sempre e non ovunque, che mi sono apparse un po' figlie di uno stereotipo, di una mitologia nata negli anni '60 e ' 70.La stessa parola "adrenalina" usata a descrivere qualunque emozione mi e` parsa un po' ridondante, ma il fatto e` che l'uso crescente di questa parola anche in altri contesti l'ha resa comune, e a me piuttosto insopportabile..
Certo e` che il film ha un crescendo drammatico in cui la velocita` degli eventi e il modo stesso in cui sono presentati aumentano enormemente la tensione dello spettatore.
Le scene di surf sono abbastanza belle, avrebbero potuto essere anche piu` dettagliate, ma allora forse sarebbe stato un documentario sul surf.Mooolto belle le immagini del mare.
Memorabile la scena del lancio col paracadute, che congela definitivamente i surfisti nel ruolo di "sacerdoti dell'estremo".