Piccoli affari sporchi (Stephen Frears, 2002)
14
lug
2012
Un rene in buona salute vale 10.000 sterline, nell'invisibile mercato illegale di organi.
La cosa non puo' non interessare altri personaggi altrettanto invisibili: gli immigrati irregolari che si sbattono per tirare avanti in una Londra molto meno cartolina del solito e che loro, in condizioni di vita non particolarmente agevoli, contribuiscono, "illegalmente", a far funzionare.10.000 sterline per un rene? ... Si puo' fare ...
Il protagonista e' un immigrato irregolare nigeriano (Okwe), medico, costretto a fuggire dal suo paese perche' accusato di avere ucciso la moglie, che di giorno guida i taxi e di notte lavora come portiere in un albergo non particolarmente "glamour".Condivide l'appartamento con una cameriera dello stesso albergo, anche lei immigrata clandestina, proveniente dalla Turchia.
E' la carinissima (troppo, per il personaggio?) Senay, interpretata da Audrey Tatou (ve la ricordate in "Il favoloso mondo di Amelie"?).Attorno a questi personaggi svolazzano sciacalli che, approfittando della loro vulnerabilita' in quanto clandestini, cercano profitto, con "piccoli affari sporchi".
Si intuisce che nell'albergo vengono effettuate operazioni clandestine di asportazione di organi.Tutto sommato, il finale del film e' consolatorio, ma sicuramente non sara' spesso cosi'.
Lo scabroso argomento e' interessante, trattato con mestiere ma, a mio avviso, qui i disperati sno un po' meno disperati di quanto uno possa aspettarsi.Forse anche perche' troppo bellocci e in salute?
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