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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Paranoid Park (Gus van Saant, 2007) - Recensione

petardo

 

Ho un figlio adolescente che "skeita", va in giro con scarpe Vans, jeans sdruciti di una taglia in piu' e felpa grigia con cappuccio.

In paranoid park il protagonista e' un adolescente che veste felpa grigia con cappuccio, jeans abbondanti e usa scarpe Vans. E' uno skater.

Come potevo non dare un'occhiata a questo film, tra l'altro premiato a Cannes 2006?

Tratto dall'omonimo romanzo di Blake Nelson, narra la storia di Alex, un adolescente skater che provoca, involontariamente, la morte di una persona.

Paranoid Park, uno skate park ricavato sotto i piloni di un'autostrada a Portland, e' caratterizzato da strane frequentazioni, spesso poco raccomandabili, che affascinano molto il nostro protagonista.

In realta', nel film, le frequentazioni poco raccomandabili piu' che altro si intuiscono, e smuovono un pochino l'apatia di Alex, altrimenti molto poco incline alle comunicazioni umane. Timido e riservato, non parla con nessuno della vicenda luttuosa che, ovviamente, lo opprime.

Nonostante abbia molti amici, e' un adolescente lasciato solo, anche dai genitori, che sono in procinto di separrsi.

Ma forse, in un certo senso, l'adolescente e' sempre solo.

La bellezza del film sta anche e soprattutto nel modo in cui e' stato girato e montato.

La vicenda non segue un andamento lineare.

I salti temporali, come anche quelli del tipo di cinepresa utilizzata (a volte di tipo amatoriale) nonche' la colonna sonora, che spazia tra pochi accenni di musica rap (la piu' seguita dagli skaters) a cantautori americani a, addirittura, vari brani che Nino Rota scrisse per i film di Fellini, ne fanno un insieme "bello e spiazzante".

La spiazzante e non lineare struttura, e' stata scelta, forse, per evidenziare una certa confusione inevitabilmente presente nella psiche di un adolescente, confusione e incertezza che, ad Alex, la scrittura di un diario non migliora.

Bellissime anche le sequenze delle evoluzioni degli skaters al park.

L'attore protagonista, perennemente imbronciato, non mi ha entusiasmato particolarmente, mentre le sue amichette (alcune splendide ragazzine) mi sembravano piu' nella parte….. Ma adesso che ci penso anche mio figlio ha l'aspetto spesso imbronciato….

Del regista, Gus Van Saint, statunitense, ho visto, e apprezzato moltissimo, Elephant. Anche in quel caso si parla di adolescenti. E' uno dei pochi rimasti a non scendere a compromessi con i finanziatori dei suoi film, che probabilmente fatica a trovare all'interno degli USA. Gay dichiarato, per certe tematiche affrontate e' qualche volta tacciato (ingiustamente e in modo ignorante, a mio avviso) di latente pedofilia.

Il film e' piaciuto molto anche a mio figlio che, devo ammettere, e' stato svezzato ai film "non usuali" fin dalla piu' tenera eta' (poveretto).
 
Paranoid Park (Gus van Saant, 2007) - Recensione
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