Nella valle di Elah (Paul Haggis, 2007) - Recensione
Non ci sono piu' le guerre di una volta .... sembra pensare il padre di Mike Deerfield, patriota reduce dal Vietnam, con solide certezze e un figlio militare morto, schiantatosi con il suo elicottero.Il secondo figlio, appena tornato in USA dall'Iraq e mai arrivato a casa, viene trovato, fatto a pezzi e carbonizzato, in un campo vicino alla caserma.
Non ci sono piu' le guerre di una volta ... sembra pensare il padre di Mike quando il mistero della morte del figlio, a poco a poco, si libera della cortina fumogena delle forze armate, interessate ad insabbiare le indagini.
Non ci sono piu' le guerre di una volta ... sembra pensare il padre di Mike quando intuisce dai filmati (disturbatissimi) contenuti nel telefonino del figlio le incomprensibili, spesso gratuite, atrocita' compiute in Iraq.
Questo film, ispirato ad una storia vera, parla anche di Post Traumatic Stress Desorder (PTSD), il disturbo che sempre piu' (dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri) colpisce i reduci.
In effetti i compagni di Mike nonche' Mike stesso, sotto una parvenza di normalita', nascondono comportamenti assai poco ortodossi.
Nonostante "nella valle di Elah" sia un film molto critico verso certe scelte che gli USA hanno preso recentemente, e' contemporaneamente un film molto "americano".
C' e' l'eroe di turno (il padre di Mike, interpretato da un Tommy Lee Jones un po' troppo tutto d'un pezzo) che capisce (quasi) tutto prima degli altri.
C'e' la bellissima di turno: Charlize Theron, poliziotta investigatrice un po' "mobbata" dai colleghi maschi e maschilisti, che qualcuno ricordera' nella pubblicita' del Martini quando si alza con la gonna impigliata nella sedia....
C'e' la struttura del film, impeccabile ma tipicamente americano e per questo, secondo me, poco originale.
Nel complesso, comunque, un film assolutamente consigliabile, secondo me piu' per il contenuto che per la forma.
Alla fine del film il padre di Mike alza la bandiera degli USA al contrario, con le stellette verso il basso, come si vede nellla locandina. Pare (non lo sapevo) che sia un segnale estremo di richiesta di aiuto, di SOS.
Una richiesta di aiuto per una nazione malata.
.... Ora che ci penso (atroce scoperta) ... la bandiera italiana capovolta e' identica a quella normale ... :o(