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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Moon (Duncan Jones, 2009)

petardo

 

Finalmente sulla terra le cose ricominciano ad andare bene: la crisi energetica che attanagliava il paese dopo il ventesimo secolo si era finalmente risolta grazie alle nuove scoperte scientifiche. L’Elio 3, questo il nome della fonte di energia a basso costo principale, vie e prodotta (anche?) sulla luna, e poi inviata sulla terra tramite il lancio periodico di piccoli vettori.

L’economicità della nuova fonte di energia deriva forse anche dal fatto che, sulla luna, c’è un solo essere umano che controlla il tutto. Si chiama Sam Bell. Lui è convinto che fara' quel lavoro per 3 anni, dopodiché ritornerà sulla terra, ma le sue convinzioni non si riveleranno del tutto vere...

Non proseguo nella descrizione del film per non rovinare il piacere della scoperta da parte dello spettatore, infatti poco alla volta, verranno alla luce tutti i motivi di una siffatta situazione, della quale, visto il finale, non parrebbe fosse chiara neanche alla maggior parte degli abitanti della terra.

Si tratta ovviamente di un film di fantascienza, dove qualcosa di già visto si mescola a qualcosa di nuovo.

Sicuramente nuova è la minimalità del film: praticamente un attore solo (Sam Rockwell), disperso su una luna, come sempre inospitale e con scarsi e disturbatissimi (si vedrà, ad hoc) collegamenti verso la Terra. L'unico compagno sulla base lunare è un computer-tuttofare parlante (e qui le similitudini all'Hall 9000 di "2001: Odissea nello spazio" non penso siano casuali) che però, alla fine, risulta essere più "umano". Oltre alla voce, il nuovo computer tuttofare comunica con uno schermino che trasmette i più comuni, buffi "emoticons".

Anche le scenografie si rifanno ai più famosi film che hanno preceduto questo "Moon", che comunque risulta essere un prodotto ben fatto, oserei dire "genuino", e infatti è stato considerato positivamente sia dalla critica che dal pubblico.

Si tratta di un film "indipendente", quindi ha potuto disporre di un basso budget. Certamente gli "effetti speciali" non sono sconvolgenti, ne' probabilmente volevano esserlo, ma il risultato generale è più che buono.

Il regista, Duncan Jones, (tra l'altro figlio di David Bowie) è al suo primo lungometraggio, del quale ha scritto anche il soggetto.

Ottima la colonna sonora, del musicista e compositore inglese Clint Mansell.

 

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