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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Miracolo a Le Havre (Aki Kaurismaki - 2011)

petardo

 

Film del 2011 del regista finlandese Aki Kaurismaki . Presentato al festival di Cannes, ha ottenuto un riconoscimento da parte della critica.

Le Havre e` affacciata sulla Manica, e ha un vivace porto mercantile. Nonostante la modernita` conserva molte caratteristiche tipiche della piccola provincia francese. Data la sua posizione, e` un nodo centrale nelle tratte dell’immigrazione clandestina.

Per l’appunto, un giorno al porto viene scaricato un container che invece di trasportare merci trasporta persone di colore che vorrebbero arrivare in Inghilterra. Il comportamento della gendarmeria e` del tutto simile a quello che vediamo a casa nostra: gli immigrati vengono mandati in centri di raccolta per essere poi rispediti nei luoghi di origine da cui cercavano di fuggire.

Ma un ragazzino riesce a scappare, nascondendosi dove puo` nel porto. Mentre la polizia lo cerca invano, lo incontra Marcel, gentile signore anziano che di professione fa il lustrascarpe dopo un passato forse migliore, e cerca di aiutarlo a raggiungere la sua mamma a Londra.

Marcel (stupendamente interpretato da Andre` Wilms) vive con la moglie in una casetta umile ma pulita, in un quartiere povero che, stranamente, sembra collocato in un’altra epoca: tutto, dalle suppellettili  alle automobili al bar, sembra ambientato negli anni ’50.

Il quartiere e` una comunita` multietnica che sembra convivere senza conflitti, anzi con un certo senso di reciproca solidarieta`. Marcel accoglie il bambino nella sua casa e si occupa di cercare l’indirizzo della madre a Londra, ma questo non e` il suo solo problema: la moglie di Marcel ha appena scoperto di avere una malattia incurabile e viene ricoverata in ospedale.

In questo frangente si rivela la solidarieta` del quartiere che si occupa del bambino quando Marcel deve assentarsi e deve lasciare da solo in casa il bambino che e` ricercato dalla polizia.

Quando Marcel scopre l’indirizzo londinese della madre del ragazzino, si pone il problema di come riuscire a mandarlo a Londra: ovviamente e` necessario un costoso trasporto clandestino, e Marcel organizza un concerto rock “di beneficenza” il cui protagonista e` un ex cantante rock (sempre del quartiere), ormai vecchiotto, che per cantare pero` ha bisogno di riappacificarsi con la moglie (e Marcel riesce anche a ottenere questo!).  Cosi` il concerto si tiene, il vecchietto rock in giubbotto nero con borchie e` fantastico e ancora “trascinante”, i soldi si trovano, il commissario non vede nulla.. ma la miglior notizia e` nel finale.

Anche a Le Havre possono capitare dei miracoli. Il primo, forse, l’esistenza di una persona come Marcel, vero “uomo buono” attorno al quale si agglomera una buona disposizione generale.

Un film delizioso per leggerezza e personaggi: perfino l’ arcigno commissario (con baffi, cappotto e cappello nero come un vero detective “cattivo”) si rivela inaspettatamente un cuore tenero. E il sottobosco delle persone del quartiere, dal fruttivendolo alla barista alla panettiera, rivela le mille energie della gente umile ma non vinta, che sa dividere il poco che ha con chi ne ha bisogno e si accontenta di una vita poco agiata, ma vissuta con dignita`.

Bellissimo.

 

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