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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Milano, fin qui tutto bene (Gabriella Kuruvilla, 2012)

petardo

 

A Milano la struttura della società sta cambiando in modo vertiginoso. Tutti coloro che ci vivono o che semplicemente vanno nel capoluogo lombardo, l'ex capitale morale d’Italia, se ne accorgono immediatamente, La causa è soprattutto dovuta alla percentuale sempre più elevata di milanesi che non sono di origine italiana.

Con buona pace delle mire di partiti politici le cui azioni sembrano sempre più velleitarie, e talvolta inutili e dannose, l'Italia, e Milano in particolare, sta diventando sempre più multietnica. Questo è un dato di fatto e tentare di arginare il fenomeno, oltre che velleitario, è inutile.

Inoltre, non è affatto detto che questo sia in assoluto una cosa negativa.

"Milano, fin qui tutto bene" racconta questa Milano. Dei piccoli e grandi cambiamenti accaduti negli ultimi anni non con lo sguardo di chi dice che era meglio tutto prima, ma con quello pragmatico che vede le cose e cerca di capirle razionalmente, senza darne giudizi affrettati o ideologici.

D'altronde non poteva essere altrimenti. La scrittrice , Gabriella Kuruvilla, è essa stessa "multietnica", poiché è figlia di madre italiana e padre indiano.

Il racconto, si divide in quattro "quasi istantanee" centrate su quattro zone storiche di Milano, oggi diventate un brulicare di etnie e nazionalità diverse che si incrociano, si incontrano e si scontrano velocemente, come velocemente, da sempre, scorre la vita a Milano.

Via Padova, Viale Monza, Sarpi e Corvetto. Come sono e cenni di come erano attraverso gli sguardi e i pensieri dei personaggi che vivono in queste realtà. Rispettivamente Anita Patel, rimasta orfana presto, Samir, l'egiziano affascinante, Stefania, che vive da sola perché' lasciata recentemente dal compagno Marco e Tony il meridionale truzzo.

Le vite di questi personaggi principali e di quelli che ruotano attorno si sfiorano, si toccano, si amano e litigano tra bazar cinesi, sushi bar, kebab, internet point e negozi di alimenti etnici.

La scrittura della Kuruvilla è brillante e spigliata. Alcuni personaggi hanno "tic" particolari: Anita cita sempre i modi di dire della mamma, Stefania i tipici detti milanesi mentre Tony usa intercalare uno stentato italiano con uno stentatissimo anglo-napoletano. Ecco, quest'ultimo intercalare è stato, almeno per me, piuttosto difficile da seguire.

In conclusione, una lettura decisamente interessante, direi da tenere in considerazione, dell’eclettica quarantatreenne Gabriella Kuruvilla, laureata in architettura, pittrice, giornalista, autrice di testi teatrali e scrittrice.

librokuruvilla

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