Mi rifaccio vivo – (Sergio Rubini, 2013) - Recensione
Biagio Bianchetti (Lillo) è, come si direbbe oggigiorno, uno “sfigato”. Ha molte iniziative, in molte fasi della sua vita (da bamberottolo ad adulto), ma davanti a lui si trova sempre qualcuno. Nella fattispecie Ottone di Valerio (ODV) interpretato, da adulto, da Neri Marcorè, gli frega tutto: il sole (nelle aule delle elementari), la possibile ragazza, e, infine, il business.
Disperato, tenta di farla finita, e ci riesce, malgrado tutto.
Giunto nell’aldilà, trova un caronte-Marx che lo traghetta verso il piano dell’ascensore che si confà al suo comportamento sulla terra, e non era molto lusinghiero.
Però, grazie ad un unico atto di generosità che egli fece in vita, gli viene consentita una settimana che può rivivere nei panni di chi vuole, sulla terra, per redimersi.
Biagio-Lillo prende le sembianze del manager che lavora per l’odiato Ottone di Valerio, ma il fine non è propriamente costruttivo: vuole infatti fare in modo che vada in rovina.
Le cose non andranno proprio così, e qualche sorpresa (blanda), il finale un po’ , tutto somato, "buonista" ce la riserva.
Nonostante abbia apprezzato Rubini in film precedenti (ad esempio “l’anima gemella”, vedi http://petardo.over-blog.it/article-l-anima-gemella-sergio-rubini-2002-121108232.html) questo proprio non mi è andato a genio. La trama, chiaramente assurda, non è neanche originale, perché altri film hanno trattato il tema della “resurrezione”, magari in maniera più efficace.
Molte scene mi sono apparse datate, banali o infantili, per cui non mi sento di caldeggiare la visione di questo lavoro che, spero, sia una parentesi “storta” nella carriera di Sergio.
Il cast era notevole: oltre allo stesso Rubini, nella parte-cameo di un barbone, troviamo Sergio Solfrizzi, Vanessa Incontrada e un’attrice che apprezzo moltissimo, Margherita Buy, che, al pari degli altri, mi è parsa fuori luogo, quasi imbarazzata vista la pochezza del film.
Insomma, a meno che non siate in vena di prodotti di scarsa qualita’ e inventiva, un film non proprio da consigliare.
