Le nevi del Kilimangiaro (Robert Guédiguian - 2011)
Michael e Marie-Claire sono una coppia di persone per bene, probabilmente cinquanta-sessantenni ex sessantottini o giù di lì che non hanno perso la speranza per un mondo migliore, fatto di uguaglianza e tolleranza. Insomma, persone come se ne vedono poche in giro.
Lui lavora in un'azienda in crisi ed è anche sindacalista. Per evitare che l'azienda chiuda (o almeno tentare) si decide di ridurre il personale richiesto dall'azienda per evitare la serrata tramite un'estrazione a sorte, estrazione che sarà materialmente effettuata da Michael, e il caso vorrà che anche il suo nome (che, pare, sarebbe potuto non essere nell'urna) sarà estratto.
Dopo i primi periodi disorientamento, da disoccupato, si occupa un po' dei nipoti e dei figli. Questi ultimi regalano ai genitori, per il trentesimo di matrimonio, un viaggio per l'Africa (zona Kilimangiaro), completo di denari e prenotazione.
Durante la festicciola, alla quale partecipavano anche colleghi di lavoro, la colonna sonora era una vecchia canzone che, probabilmente, per la coppia aveva un significato particolare, dal titolo "Les Neiges du Kilimandjaro".
Una rapina piuttosto violenta ai danni di Michael e Marie-Claire, nella quale sono stati coinvolti anche la cognata e il marito, si risolve con il furto, tra le altre cose, del suddetto regalo di nozze. Casualmente, Michael scopre che uno dei rapinatori era Cristophe, un suo collega, anche lui licenziato, lo denuncia e lo fa arrestare. Confesserà subito.
Michael si sente un po' in colpa per quello che ha fatto, vorrebbe ritirare la denuncia ma oramai è inutile.
Si scopre che Christophe è il maggiore di 3 fratelli, i due più piccoli hanno circa 10 anni, abbandonati dalla madre.
Per vie diverse sia Michael che sua moglie si prenderanno cura dei piccoli fratelli, rimasti soli.
Il film è molto bello, vero, autentico anche se, nel contempo, un po' utopico. Attori perfetti nelle loro parti e una trama particolarmente originale ne fanno una piccola perla nel panorama cinematografico attuale.
Un film sull'impegno sociale, sulle ragioni della vita, sul perdono e sulla solidarietà. Tutto però senza darlo a vedere, con una leggerezza e nello stesso tempo una profondità inusitate.
Il regista è Robert Guédiguian (marito di Ariane Ascaride che qui interpreta Marie-Claire), nei cui film spesso si parla di Marsiglia (la sua città) e dei lavoratori del porto, come in questo ottimo "Le nevi del Kilimangiaro"
