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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Le ali della libertà (Frank Darabont, 1994) con Morgan Freeman

petardo

 

Se fossi un produttore, investirei su un buon titolista, come ha fatto il produttore di questo film, almeno per quanto riguarda il titolo italiano (che mi sembra migliore dell’originale).

Infatti il mio interesse per questo film e` partito dal titolo.

Poi ho scoperto che il film e` tratto da un libro di Stephen King e ho avuto un po’ di perplessita`: Stephen King, e in generale, gli autori di best-seller da centinaia di pagine, copertina multicolore, rilegatura imponente e grandissima distribuzione, di norma non mi interessano affatto.

Ma a parte il titolo, anche il cast meritava: Tim Robbins e Morgan Freeman solitamente sono una buona garanzia.

Ebbene, era MOLTO piu` che un bel film. E` un film che fa riflettere, che lascia delle emozioni.

Brevemente, la storia: un giovane di successo, Andy Dufresne (Tim Robbins) esperto di finanza, viene condannato a due ergastoli per l’omicidio della moglie e del suo amante.

Nelle prime scene lo vediamo, con lo sguardo assente, al processo, e ci chiediamo: sopravvivera` nel solito, temibile carcere degli States?

E ci rispondiamo “no”, sicuri.

Ma il giovanotto ha mille risorse, tra cui, appunto, un incontenibile desiderio di liberta` e una robusta, indomabile intelligenza che gli consentira` non solo di sopravvivere anche se certi compagni di carcere (e certi secondini) non gli risparmiano proprio niente, ma addirittura di “trovare un suo posto” nel carcere, avere amici, essere stimato da (quasi) tutti e addirittura fare qualcosa di buono per l’intera comunita` carceraria.

Ovviamente, questo risultato ha un prezzo: dovra` dare una mano al direttore del carcere, gestendo il fiume di denaro che scaturisce dagli affari sporchi di quest’ultimo e dal suo disinvolto uso dei fondi destinati alla struttura carceraria.

Gli toccheranno violenze e mesi di cella di isolamento, ma non perdera` mai la sua speranza, il suo desiderio di andarsene da li`, il suo sogno di liberta` che sembra inarrestabile e trasforma la sua lotta contro l’indifferenza, l’ingiustizia e la violenza del sistema carcerario nella lotta di tutti.

Parte integrante di questa “parabola carceraria” e` l’amicizia con Red, detenuto piu` anziano e di grande umanità`, grandissima interpretazione di Morgan Freeman, ma anche dalle storie dei personaggi minori sono tratteggiate con cura e ognuna sembra approfondire un aspetto.

E` un film di grande impatto e coinvolgimento emotivo. Andy e` innocente o colpevole?

Quando riusciamo a saperlo, quasi non importa piu`, ma il finale.. e` proprio quello che speravamo di vedere!

 

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