Le Acrobate (Silvio Soldini, 1997)
Interessante film di Silvio Soldini, con Licia Maglietta, Fabrizio Bentivoglio e Valeria Golino.
Elena, una giovane signora di Treviso (Licia Maglietta), rischia di investire una vecchietta e questa la copre di insulti.
Colpita, la signora cerca un contatto, scopre dove abita e riesce a vincerne la diffidenza.
La vecchietta, di origine romena, vive in una casa malridotta e strapiena di oggetti, ricordi, cianfrusaglie; emana una specie di atavica saggezza che colpisce Elena, nonostante una certa durezza di modi.
Tra le due si stabilisce una specie di amicizia che pero`, poco dopo, si interrompe a causa della morte della vecchietta.
Elena, pur avendo un lavoro impegnativo (e` chimico ricercatore), si occupa dello sgombero della casa da tutti gli oggetti e tenta di trovare un parente della vecchietta.
Il tentativo, legato alla foto scolastica trovata in un cassetto, la conduce a Taranto, dove conosce la famiglia della bambina fotografata, il cui padre e` un irriconoscibile Fabrizio Bentivoglio, violento, irascibile e disposto ad accontentarsi di espedienti per lavorare, e la madre una ribelle ma un po' sfiduciata Valeria Golino.
L'impatto iniziale con questa famiglia e` molto negativo, ma poco alla volta si stabilisce un' amicizia tutta al femminile che portera` dapprima madre e figlia al nord da Elena, poi tutte e tre insieme sulla vecchia auto di Elena verso il Monte Bianco..
La storia e` tutta costruita sulle qualita` umane, al femminile, delle varie protagoniste, su cui la vecchietta, che tutte hanno conosciuto in circostanze casuali, ha l' effetto di un catalizzatore; ovviamente si accenna al contrasto tra il sud e il nord, ai sogni in parte realizzati in parte no, alle vicende sentimentali non proprio appaganti delle due donne.
Il finale non e` definito, ma sembra di intendere che le due donne siano riuscite a riprendere il possesso della propria vita..
Un film leggermente inusuale, come spesso quelli di Silvio Soldini, in cui la funzione del viaggio e` quella di rappresentare la ricerca di se stessi.
Brave entrambe le protagoniste.
Le acrobate sono statuine al museo, ma anche, in un certo senso, le donne qui raccontate.
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