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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

La Straniera (Marco Turco, 2009)

petardo

 

La coinvolgente storia d'amore tra due marocchini che vivono in Italia in condizioni completamente diverse: Naghib, affermato architetto perfettamente inserito nell'ambiente, si esprime e si comporta come un italiano; Amina, clandestina e prostituta, sposata con uno spacciatore violento che la lascia sola e percio` praticamente la costringe a prostituirsi per vivere.

L' incontro avviene casualmente ad opera di un amico italiano di lui che, in cerca di avventure, incontra proprio lei, e gliela presenta "perche` siete entrambi marocchini", come se questo fosse un ragionamento sensato..

Lei, prostituta non per vocazione, cede alla storia tra moltre ritrosie ma alla fine cade vittima del sogno del principe azzurro.

Ma le vite troppo diverse li portano a una relazione tormentata, e proprio durante una fase negativa lei viene catturata dalla polizia e internata in un centro di detenzione per immigrati irregolari.

Qui si sviluppa un altro aspetto della storia, il rapporto tra Amina e la poliziotta, sola e incinta (Sonia Bergamasco), che dopo un' iniziale ruvidezza finisce per provare una certa comprensione nei confronti di Amina.

E` una storia ricca di aspetti "minori", ma tutti interessanti: la ricerca di Amina da parte di Naghib nell'ambiente dei marocchini di Porta Palazzo a Torino, dai quali viene riconosciuto e accettato come "uno di loro" dapprima con un po' di fatica; la vita quotidiana di lei in una casa condivisa con un'altra prostituta, nigeriana, in un quartiere fuori Torino (che e` proprio uno dei quartieri che nel secondo dopoguerra erano abitati dagli immigrati italiani, meridionali, venuti a Torino per lavorare alla Fiat); l'ambiente della Torino elegante e un po' snob, le occhiate dei torinesi anziani e benestanti che al ristorante osservano un po' scandalizzati la bella marocchina vestita in modo troppo vistoso in compagnia di un uomo distinto e conosciuto e che, soprattutto, sembra italiano; un certo modo, pur nella Torino colta, di ricondurre anche l'immigrato ben inserito alla sua condizione di "straniero", rinfacciandogli opinioni non sue ma semplicemente "della sua gente" come se bastasse essere arabi per condividere tutte le scelte del governo palestinese, mascherando con argomenti "politici" un atteggiamento sostanzialmente razzista; i flash-back dal passato di lei in Marocco che ricostruiscono la sua dolorosa storia e in qualche modo spiegano come sia potuta arrivare in Italia e prostituirsi.

L'ultima parte del film e` un crescendo drammatico con un finale aperto, non volendo ripercorrere esattamente il finale, decisamente piu` triste, del libro di Younis Tawfik a cui il film e` ispirato.

Per certi aspetti irraccontabile, inusuale, intenso e commovente, ben recitato e pieno di interessanti scorci sulla Torino di oggi e di spunti di riflessione sul nostro atteggiamento verso l'immigrazione.

Molto bravi i due protagonisti, Amina - Kaltoum Boufangacha (non bellissima ma affascinante) e Naghib - Ahmed Hafiene.


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