La prima cosa bella (Paolo Virzì, 2010)
Non so se e' stata la stretta parlata livornese (non aiutata dalla ripresa audio in diretta, spesso piuttosto riverberata), il tourbillon di personaggi ripresi nell'arco di 40 anni della propria esistenza o la cena a base di polpette, ma la visione di questo film e' per me stata un'esperienza piuttosto faticosa.
Eppure le premesse erano ottime.Il film di Virzi', candidato all'oscar 2011 come miglior film straniero, gode di ottimi giudizi da parte della critica e del pubblico.
La vicenda ruota attorno ad Anna, (prima interpretata da Micaela Ramazzotti e poi da Stefania Sandrelli, peraltro non molto simili) donna esuberante e vivace nonostante tutti e tutto.La bellissima Anna, in un'Italietta degli anni settanta ottimamente resa come fotografia, con tanto di selezione di mediocri canzoni dell'epoca usate come colonna sonora, ha un marito deprimente, piuttosto violento e 2 figli.
Poi c'e' il figlio Bruno che, forse anche a causa del carattere della madre, risulta sempre piuttosto attonito e sgomento, fin da bambino.Professore trasferitosi da Livorno a Milano, con qualche problema di dipendenza da sostanze, Bruno (interpretato da Valerio Mastrandrea) viene energicamente invitato dalla sorella a fare visita alla madre, malata terminale ma, nonostante tutto, ancora vitalissima, tanto da risposarsi, nella scena finale, con un "sciur" interpretato da un sempre ottimo (a mio avviso) Marco Messeri.
Le molte vicende si susseguono a ritmo sostenuto, forse troppo, con molti personaggi, forse troppi...Non posso dire che si tratti di un brutto film, e' anzi pure recitato piuttosto bene, ma mi sarei aspettato di piu'... o forse non ero nelle condizioni di faticare troppo... sapete ... le polpette ...
