La grande bellezza - (Paolo Sorrentino, 2013) - Con Toni Servillo
Di questo film del 2013, diretto da Paolo Sorrentino e insignito dell’ Oscar 2014 per il film straniero, penso che ormai si sia detto e scritto di tutto.
Cerchero` percio` di fare la mia piccola recensione cercando di esprimere soprattutto le mie impressioni dopo la visione…
E` un film complesso, caratterizzato dal contrasto tra l’interiorita` del protagonista Jep Gambardella. che sembra perennemente impegnato a riflettere su se stesso, sulla propria vita, sul significato del “tutto” in cui si trova immerso, e un’esteriorita` che lo mostra come il “re dei mondani” , impegnato solo a passare da una festa all’altra, intrattenendo rapporti con un’ umanita` estremamente varia e piuttosto folle.
Jep e`, o meglio e` stato, uno scrittore: ha scritto un solo libro, piuttosto apprezzato, ma in seguito non ha piu` voluto cimentarsi nella scrittura, come se la mollezza del mondo in cui vive avesse annullato la sua volonta`. Intorno a lui, un vero bestiario di personaggi stravaganti e dissociati, pieni di inquietudini inconfessate e di esibizione.
Attorno, la grande bellezza di Roma, piu` che mai decadente e pigra, abbandonata a se stessa come i personaggi: che sono un gruppo di persone che non si interessano piu` a nulla, ma hanno mediamente abbastanza soldi per vivere nel lusso e organizzare ogni sera una carnevalata sempre diversa ma sempre uguale, al termine della quale il gruppo degli amici si ritrova annoiato a fare discorsi strampalati, prendere in giro qualcuno, farsi la morale.
Con alcune eccezioni notevoli, come Viola, che si ostina a non vedere che suo figlio e` folle e continua ad illudersi su una sua guarigione finche` lui non si suicida, o Romano (Carlo Verdone), che dopo aver inutilmente insistito per a vere un’intervista di Jep, e dopo 40 anni di vita a Roma, se ne stanca definitivamente e se ne va per sempre.
Ma le acque si smuovono un po’ quando arriva “la santa”, una vecchissima missionaria strampalata per parole e gesti, che rivela di aver letto ed apprezzato (!) l’unico libro di Jep; e poi, quando il marito dell’unica donna che Jep abbia veramente amato, da giovane, gli rivela che anche lei lo aveva sempre amato, e adesso e` morta.
E Jep sembra risvegliarsi dal torpore.
Meravigliosa interpretazione di Toni Sordillo nella parte di Jep e splendido affresco “gotico”, con richiami al mondo felliniano ma non solo, da parte del regista, con la partecipazione di una gran quantita` di attori italiani ben noti tra cui Pamela Villoresi, il gia` citato Carlo Verdone, Roberto Helitzka, Sabrina Ferilli, solo per citarne qualcuno.
A Herlitzka tocca la parte di un cardinale infinitamente piu` sensibile alle delizie della gola che alla cura dei peccati; la Ferilli, ex pornodiva e ora amante di Jep, sembra “fuori” dal mondo di Jep e pare per lui una buona occasione di contatto con la realta`.
Ma tutto evapora in un divenire sempre uguale a se stesso, che lascia solo un debole spiraglio.
Oscar meritatissimo per Paolo Sorrentino, uno dei miei registi preferiti.