La fuga di Martha (Sean Durkin - 2011)
Se siete gia` per conto vostro propensi a dare pochissima fiducia alle sette, di qualunque tipo esse siano, anzi, magari proprio a diffidarne, questo e` un film che vi dara` ragione.
Martha e` una bella ragazza che una notte scappa dalla fattoria in cui vive la setta pseudo-religiosa con la quale vive da alcuni anni.
Si rifugia dalla sorella, benestante e felicemente sposata, che di lei non sapeva piu` nulla da anni, perche` la setta tagliava completamente i ponti con l’esterno; di questa setta scopriamo dettagli a poco a poco, durante tutto il film, ma la prima cosa che si capisce e` che e` un insieme di persone che vive in una specie di medioevo, costruendo e coltivando con le proprie mani, si condividono i vestiti, le donne non possono mangiare prima che gli uomini abbiano finito; poi c’e` lo ius primae noctis, consumato dal capo con tutte le nuove arrivate trasformandolo in una specie di rito di iniziazione (le ragazze aspettano il “rituale” abbigliate in un ridicolo accappatoio bianco..).
Insomma, fin qui si direbbe la solita gabbia di matti, ma a colpi di flashback si intuisce che c’e` altro, che si insegna a sparare, che ci sono violenze e omicidi.
Martha ha difficolta` a riprendere una vita normale, i rapporti con la sorella e il marito hanno momenti di tensione, soprattutto quando i ricordi del passato generano paure e allucinazioni: Martha crede di vedere ovunque il capo della setta che la insegue. Quando la sorella e il marito, che avevano una vita tranquilla e stavano cercando di avere un bambino, non resistono piu`, a Martha non resta che entrare in una casa di cura per liberarsi dai suoi fantasmi.
E` un film sottilmente inquietante perche` ci si ritrova a immaginare piu` di quello che si vede o che viene raccontato: sostanzialmente e` il percorso verso il delirio di una ragazza che apparteneva a un’ottima classe sociale, aveva frequentato il college, pareva votata a un destino completamente diverso.
Le attrici protagoniste, Elisabeth Olsen e Sarah Paulson, sono molto brave e anche la regia di Sean Durkin e` ottima, pero` la storia pare un po’ esile; mancano un po’ di spiegazioni su come fosse finita in una setta di quel genere, che pare anche piuttosto sgangherata negli intenti e insomma non dovrebbe avere nessun appeal agli occhi di una persona acculturata.
Resta piu` che altro un messaggio del tipo “non lasciatevi abbindolare” che dal mio punto di vista e` sempre valido!
