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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

La citta' ideale - (Luigi Lo Cascio, 2012)

petardo

 

L'ecologismo è una gran bella cosa, ma quando diventa una mania integralista può dare il via a comportamenti piuttosto bizzarri che non tutti capiscono.

 

Michele Grassadonia è un ecologista senza macchia e senza paura che vive da anni lontano dalla sua città (Palermo) a Siena, da lui considerata convintamente "la città ideale".

 

Architetto piuttosto apprezzato, gestisce uno studio con alcuni colleghi che, pur avendo in un primo momento accettato benevolmente le manie ecologiste di Michele, da un po' di tempo non ne possono quasi più.

 

Da quasi un anno, a casa sua, non usa ne' l’elettricità ne' l'acqua. La prima, quando serve, la produce con un bizzarro mezzo a pedali, per la seconda, con altrettanto bizzarri sistemi, usa quella piovana.

 

Chiaramente non ha l'automobile da anni e, per accompagnare a una festa la moglie del suo boss (in pratica costretto dal boss stesso) si fa prestare un modello ibrido, funzionante anche a elettricità.

 

Un po' per inesperienza, un po' per la pioggia, prima fa uno strano incidente nel quale gli sembra di avere investito un corpo, che però non si trova. Poi, in un altro posto e dopo qualche titubanza, si ferma per vedere meglio quello che gli era sembrato in un primo momento un sacco di spazzatura messo sulla strada. In realta' non era un sacco di spazzatura lasciato malamente in strada ma un signore assai noto a Siena, probabilmente investito da un'altra automobile e poi abbandonato, ferito gravemente, sul ciglio della strada.

 

Da questo episodio inizia la disavventura giudiziaria e umana dell'ingenuo, idealista Michele, che, da eroe soccorritore e quasi salvatore del ferito, passa a indagato, accusato di avere investito l'uomo e poi di essersi inventato la storia, raccontata dallo stesso Michele al poliziotto e poi al giudice in modo poco credibile.

Grassadonia ben presto diventa un personaggio assai poco popolare a Sina, la sua amata città ideale, che gli fa perdere molti degli introiti del suo lavoro a causa del cambio di mansioni che la situazione suggerisce al professore universitario titolare dello studio di architettura. Per ragioni finanziarie è quindi costretto ad affittare la sua bizzarra casa a una splendida ragazza straniera, a Siena per studio. Lui, nel frattempo, vivrà in cantina.


Il suo atteggiamento processuale, non in linea con i suggerimenti dell'avvocato difensore, glielo faranno cambiare per ben 3 volte, l'ultimo dei quali sarà un esperto avvocato palermitano, conoscente di sua madre, che lui giudica in odore di mafia.


Questa vicenda metterà in crisi anche le sue convinzioni sulla città (nonché, probabilmente, società) ideale.


Luigi Lo Cascio, l'apprezzato attore protagonista de "I cento passi" è qui, oltre che protagonista, anche regista (la sua prima esperienza), soggettista e sceneggiatore.

 

la potenziale inesperienza nei campi citati non si nota affatto in questo film, dall'atmosfera leggermente kafkiana, perfettamente costruito e recitato, con dialoghi e situazioni intriganti, interessanti e originali. Per questi motivi il film è stato molto apprezzato in varie manifestazioni cinematografiche, vincendo a Venezia il premio Premio Arca Cinema Giovani come miglior film italiano.


Forse per contenere le spese, nel film recitano anche sua madre, nella parte della madre, per l'appunto, e suo zio, nella parte del discusso avvocato palermitano. In entrambi i casi il risultato è, a mio avviso, strepitoso.


Concludendo, un film da non perdere, che tratta in modo originale argomenti inusuali per lo spesso troppo monotematico cinema di casa nostra.

 

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