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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

L'orizzonte capovolto (Giuseppe Naretto, 2013)

petardo

 

Secondo libro di Giuseppe Naretto, medico torinese che si occupa di rianimazione (attualmente a Londra).

Proprio dalla sua esperienza di rianimatore partono i suoi libri (l’altro e`  “Notti di guardia”) che hanno per protagonista il medico Massimo Dighera, quasi un suo “clone”, che, alle prese con malati gravissimi, che arrivano in ambulanza dopo incidenti di vario genere,  magari in coma e spesso non sono in grado di spiegare cosa sia accaduto, non puo` fare a meno di interrogarsi sulle circostanze che li hanno ridotti in quelle condizioni.

A questo punto la storia diventa un giallo,  il medico si trasforma in un detective e la cura in un’inchiesta.

Nel caso de “L’ orizzonte capovolto” (titolo molto evocativo, scelto personalmente dallo scrittore) la storia contiene in realta` piu` di un capovolgimento: il primo,  quando il protagonista passa (per poco) da rianimatore a paziente della rianimazione, in seguito a un incidente; il secondo, quando proprio in quel reparto di rianimazione rincontra un suo ex paziente che e` uscito dal coma e sta recuperando.

La storia di questo ragazzo e` quella che scatena l’investigazione: il ragazzo, esperto scalatore, aveva avuto un incidente in montagna. E il libro si dipana intorno alla storia  di questo incidente, che si rivela non essere tale.. non racconto altro.

Sono molte le considerazioni che vorrei fare su questo giovane scrittore: anzitutto scrive bene, ha una prosa sciolta  e piacevolissima. Poi, scrive di cose che conosce in profondita` e questo ovviamente giova al racconto; sono molto interessanti anche le considerazioni che il protagonista fa sul rapporto tra medici e parenti dei malati in rianimazione. Alla luce dell’esperienza personale di Massimo che vive sulla propria pelle il passaggio, pur provvisorio, da medico a paziente, Naretto analizza il “modo” in cui viene trattato dai sanitari il genitore di un figlio in coma, alla luce delle informazioni che gli vengono date e del modo in cui gli vengono fornite, della delicatezza e della precisione a cui il personale di rianimazione deve sempre attenersi perche` una rianimazione e` una patologia “famigliare” che coinvolge non solo il malato, ma anche le persone a lui vicine.

Da rimarcare la scelta dell’ambientazione della storia che porta all’ incidente, sulla splendida parete Est del Monte Rosa (la cosiddetta “parete himalayana”) che si affaccia sul paese di Macugnaga alle cui guide alpine Naretto  si e` rivolto, non solo per un corso di alpinismo, ma anche per una verifica critica dei dettagli tecnici da inserire nel libro. Insomma, un libro che descrive una vicenda totalmente inventata ma molto ben documentata.

Ve lo consiglio!

 

 

 

 

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