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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

L'intervallo - (Leonardo Di Costanzo, 2012)

petardo

 

Interessante film del 2012 di Leonardo Di Costanzo premiato con il David di Donatello  e con altri premi e riconoscimenti.

Siamo a Napoli, dove Salvatore (Alessio Gallo) , vende granite di limone per strada; ogni mattina, lui e suo padre prendono i loro carrettini e vanno in giro per il quartiere.

Un giorno Salvatore riceve “un ordine” dagli emissari del capoclan del quartiere, che lo obbligano a seguirli e a fare il “carceriere” di Veronica  (Francesca Riso), una quindicenne che si sarebbe macchiata di chissa` quale infamia agli occhi del boss medesimo.

Carceriere e prigioniera vengono rinchiusi, per un giorno intero, in un’enorme struttura ormai fatiscente, con un grande parco ormai ridotto a un ammasso inestricabile di piante.

Salvatore non ha nessun desiderio di fare il carceriere, Veronica  e` ostile e ovviamente ne ha tutte le ragioni; ma dopo i primi dialoghi a monosillabi,  poco alla volta tra i due, che sono quasi coetanei, si crea una specie di strana amicizia “sospesa”, come il tempo di questa giornata e` “sospeso”, un intervallo, appunto. Stanno, apparentemente, su fronti contrapposti, ma capiscono di essere entrambi vittime di un sistema (quello camorristico) per cui sviluppano una specie di solidarieta`: lei rinuncera` alla fuga, per evitare conseguenze a lui, lui cerca di proteggerla . Chissa`, forse in un altro mondo la loro amicizia avrebbe potuto avere un seguito, ma non in questa storia, che termina in un modo “strano” quando alla sera arriva il capoclan (un piccolo capetto di zona, ma presuntuoso e insolente come un boss) e la vicenda in qualche modo si risolve.

Si tratta di un film quasi teatrale, in cui compaiono quasi esclusivamente i due protagonisti, che sono giovanissimi: lui di 18 anni e lei di 15, scelti dopo una meticolosa selezione.

Il film e` stato girato in un tempo relativamente breve, ma i giovani attori hanno provato lungamente in teatro, e il risultato si vede: i loro personaggi sono curatissimi, non solo nei dialoghi ma perfino negli atteggiamenti, nelle posture, negli sguardi.

E` stato quasi completamente girato in un ex- ospedale psichiatrico che nel film e` presentato come un ex-collegio.

Si tratta di un edificio enorme, realmente esistente a Napoli intorno all’aeroporto: il parco e` molto fascinoso, nel suo genere,  popolato di uccelli e altri animali, nei sotterranei allagati (questi in realta` non fanno parte di quell’edificio)  si trova addirittura una barca, girando tra le stanze devastate Salvatore e Veronica ritrovano l’immagine di una ragazza del collegio, morta prematuramente. Un misto di avventura e malinconia, come potrebbe essere una relazione tra i due, che infatti non sboccia anche se a momenti sembrerebbe possibile.

I due ragazzi sono bravissimi. Lei, in particolare, ha una presenza scenica e una capacita` espressiva spettacolare per una quindicenne: il suo personaggio e` quello di una ragazzina che scherza col fuoco, ma e` una dura, non si fa intimorire e lo esprime con tutti i mezzi a sua disposizione. Lui, grande grosso e timido, fa quasi tenerezza. Tra i due si vede subito che il piu` fragile e` lui, carceriere per sbaglio, vittima anche lui di un sistema di soprusi.

I dialoghi sono curati anche dal punto di vista linguistico: si e` fatta particolare attenzione al dialetto usato dai ragazzi, che corrisponderebbe al “gergo giovanile napoletano”. Per chi napoletano non e` (come me), ci sono i sottotitoli..

 

 

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