L'Amore ai Tempi del Colera (Mike Newell, 2007) - Recensione
Mi sono informato sul Colera, di cui sapevo pochino.
E' una malattia infettiva originaria dell'India, e precisamente nella regione del Bengala.Si e' diffusa in Europa, e poi in sud America, nel XIX secolo.
Per la sua pericolosita' e facilita' di diffusione ha avuto un notevole impatto nell'immaginario collettivo, un po' come fu per la peste.Il nome pare derivi da "collera" (divina). Taluni benpensanti benpensarono che il buon Dio, irritato dai pasticci degli umani, avesse mandato questo a mo' di castigo....
Pur non influenzando direttamente i protagonisti del film (che ho visto) e del libro di Gabriel Garcia Marquez da cui e' tratto (che leggero'), il colera aleggia minaccioso durante i "cinquantatre anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese" di attesa dell'amata da parte del nostro protagonista.La vicenda si svolge in Colombia, a cavallo tra l'800 e il 900.
Il giovane telegrafista Florentino, ottimamente interpretato da Javier Bardem, si innamora a prima vista di Fermina (Giovanna Mezzogiorno) che non rimane indifferente alla baldanza nonche' alle doti poetiche dello spasimante.Lei e' figlia di un pessimo personaggio, un allevatore arricchito, che non gradisce il giovane squattrinato e riesce a sottrarla alle di lui amorevoli grinfie e a farla sposare ad un medico, benemerito per la sua attivita' contro il colera nella citta' di Cartagena.
Florentino allora decide di aspettarla amorevolmente per mezzo secolo, dapprima senza "conoscere donna", poi, praticamente violentato da una sconosciuta giovin pulzella, dandoci dentro di brutto.Alla fine, sul taccuino dove segnava puntualmente tutti gli incontri galanti, si raggiungera' il rispettabilissimo (!) numero di 600 e passa
ragazze conosciute (biblicamente), e questo alla faccia del colera...
Il film, sebbene lunghetto, e' interessante e ben fatto, per cui si vede molto volentieri.
L' appunto piu' importante che mi sento di fare riguarda il trucco che si e' reso necessario per fare invecchiare i personaggi, del tutto inadeguato.In particolare il volto di Giovanna Mezzogiorno rimane insopportabilmente giovanile, con poche rughe malfatte ad indicare i "cinquantatre anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese" passati.
