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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Jezabel (Irène Némirovsky)

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Racconto di Irene Nemirowsky, grande scrittrice ebrea, francese di origini russe, prematuramente morta nel lager di Auschwitz.

In questo racconto la scrittrice attinge a tutto il bagaglio della sua esperienza di ragazza ricchissima (il padre era un potente banchiere) con una madre che la ignorava per occuparsi di fatti mondani nel frivolo mondo della Belle Epoque.

E` la storia di un processo: l'imputata e` una donna bellissima, ora invecchiata, accusata di avere ucciso un giovane che parrebbe essere stato il suo amante. Mentre la storia si snoda, viene a galla un retroscena incredibile e inquietante.

Non voglio indugiare sulla trama, ma sul racconto in se`: Irene Nemirowsky sviluppa il racconto come un giallo, aggiungendo a ogni passo dettagli che scolpiscono il personaggio dell'imputata che, se all'inizio sembra degna di compassione, man mano che la storia si evolve finisce per apparire sempre piu` come una specie di mostro, paradigma della vanita` umana, e soprattutto, in questo caso, femminile.

Una vera e propria vittima della propria bellezza e della propria ossessione per la bellezza e per la gioventu`, ossessione che la porta a commettere tutta una serie di errori che la intrappolano come in una rete.

Intorno, l'affresco di un mondo in cui tutto sembra permesso e possibile, che puo` permettersi qualunque lusso, che vive (o crede di poter vivere) al di sopra di qualunque moralita` .

Il distacco dal mondo reale e` totale. In questo mondo etereo si balla, si ride, si fa tardi nei locali alla moda, sembra non ci siano altri pensieri e neppure altre classi sociali, recluse in un mondo a parte dal quale escono solo per fare la cameriera o l'autista.

La distanza e` tale che chi vive nel mondo "fortunato" si trova totalmente sprovveduto davanti a una realta` inaspettata, i ruoli si confondono e non e` piu` chiaro, neppure al lettore, chi sia la vittima e chi il carnefice.

L' ucciso, peraltro, non e` un bel personaggio (ma viene in mente Brecht: "noi non potevamo essere gentili"..), e l'assassina umiliata fa anche pena, come una diva sul viale del tramonto.

Insomma, e` un racconto dalle mille sfaccettature che puo` scatenare emozioni diverse.

La scrittura e` magnifica: Irene Nemirowsky e` stata una grande scrittrice, di cui troppo presto la follia nazista ci ha privati.

I suoi romanzi e racconti, ritrovati dopo decenni, sono ora, progressivamente, in fase di pubblicazione.
 
Jezabel (Irène Némirovsky)
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