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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Italiano per principianti (Lone Scherfig, 2000)

petardo

 

Simpatico film danese che si sviluppa intorno a un luogo comune, che forse proprio solo luogo comune non e`..

Che motivo c'e` per frequentare un corso di italiano, lingua complessa, dai suoni quasi impronunciabili per un danese e scarsamente utile dal punto di vista commerciale?

Casualmente, a frequentare questo corso sono quasi tutti single.

La risposta e` ovvia e il finale abbastanza scontato; ma la trama e` interessante, piena di spunti di riflessione e a tratti molto divertente (a tratti, anche un po' angosciante).

I protagonisti hanno per lo piu` storie personali molto pesanti: essendo un film girato da una regista danese, probabilmente bisogna ritenere veritiero l' affresco dell'ambiente sociale/famigliare che viene presentato, ma dal mio punto di vista e` troppo tetro e squallido per essere completamente verosimile..... o magari e' vero che "c'e' del marcio in Danimarca"..

E` un quadro tutto composto di solitudini, famiglie monoparentali e problemi caratteriali: figlie sole ad accudire, l'una un padre iroso, l'altra una madre alcoolizzata; un' eutanasia; un pastore protestante a meta` tra la crisi vedovile e la demenza senile; il giovane pastore sostituto, simpatico pasticcione incapace di gestire due funerali diversi nello stesso giorno (con effetti di scambio abbastanza divertenti), un giovanotto baldo ma irascibile che si fa licenziare dal suo posto di gestore di ristorante perche` strapazza senza riguardi i clienti; un maturo ex-giovanotto con problemi di impotenza e timidezze adolescenziali; un'italiana sufficientemente carina (che a dire il vero ha modi poco italiani, direi piu` che altro spagnoli, ma un po' di confusione e` comprensibile), che partecipa al corso con tutt'altro scopo e scalda un po' la conversazione.

In questo sostanziale disastro, i vari casi umani presentati fanno piu` che altro tenerezza, sembrano, ognuno per il suo verso, tutti un po' dei pasticcioni che proprio grazie al corso di italiano in qualche modo trovano una solidarieta` "interna" e alla fine anche l'amore, fino alla conclusione: un bel viaggio a Venezia e una foto-ricordo che li ritrae, esattamente come sono: un gruppo di quasi-disadattati felici..

Impietoso anche il non-ritratto della Danimarca, di cui sono inquadrati soltanto interni contemporanei e bruttini, da compararsi alle immagini di una Venezia fascinosissima, piovosa e quindi ancor piu` romantica.

Durante la visione del film mi sono chiesto se la Danimarca si trova in condizioni politiche/economiche migliori delle nostre.. e come sia possibile..

Mi sono risposto che si tratta certamente di una visione troppo autocritica della regista, o che le e` scappata la mano nel desiderio di dare la film un tocco di leggerezza.

Sono sicuro che la Danimarca non e` tutta qui, ma per ora non ho intenzione di visitarla :-)

Un grosso vantaggio di questo film e' che ti fa sentire felice di essere italiano, ma, con i tempi che corrono, questa sensazione dura poco piu' della visione di questo bel film.

 

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