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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Io sono l'amore (Luca Guadagnino, 2009)

petardo

 

Film ambientato nell'altissima borghesia milanese e girato nella splendida Villa Necchi, che si trova proprio a Milano.

Ritratto con dramma di una dinastia imprenditoriale con un patriarca (interpretato dal sempre bravo e ancora bellissimo, a detta di mia moglie, Gabriele Ferzetti, ottantenne, che cede le redini al figlio maggiore, a sua volta sposato con una donna bellissima di origine russa e padre di tre figli gia` adulti.

La storia si snoda intorno alla vita "quotidiana" della famiglia, che sembra vivere in un mondo perfetto, ma in agguato c'e` un crescendo drammatico che arriva fino alla tragedia: prima la scoperta dell'omosessualita` della figlia, poi l'inaspettato incontro tra la madre e un amico del figlio, di classe sociale molto piu` umile, che sfocia in una relazione extraconiugale, infine la morte accidentale del figlio maggiore durante una discussione avuta con la madre proprio a proposito di questa relazione.

Questa morte si accompagna alla confessione del tradimento e quindi alla disgregazione della famiglia.

Mi sembra interessante esaminare i diversi caratteri dei personaggi.

Il marito tradito e` un uomo d'affari piuttosto freddo e dalle qualita` non evidentissime.

La moglie sembra fin dall'inizio nascondere un segreto o una remota nostalgia, e anche un certo desiderio di rapporti umani "veri".

La figlia e` un personaggio introverso e complesso, a cui Alba Rohrwacher riesce a dare tutta una gamma di sfumature con poche parole.

Dei due figli maschi, l'uno e` appena accenato, l'altro invece e` molto positivo, si oppone a scelte aziendali che danneggino i dipendenti a favore di speculazioni (ma la fabbrica, dopo anni di successi ora e` in crisi, e bisogna trovare delle partecipazioni all'estero) e ha una fidanzata di classe sociale meno prestigiosa. Questo fatto, pur formalmente ignorato, si traduce in una sostanziale indifferenza da parte della famiglia nei suoi confronti; la fidanzata stessa a volte sembra interessata, oltre che al suo fidanzato, alla sua posizione sociale.

Il giovane amante, cuoco d'avanguardia con la passione per la coltivazione delle verdure che poi cucinera`, sembra un richiamo alla naturalita` e alla semplicita` della vita.

La servitu`, per lo piu` muta e in divisa, mostra una sensibilita` e una partecipazione di cui solo la madre sembra accorgersi.

Luca Guadagnino, il regista, e` molto bravo sia nel gestire le scene d'insieme che i singoli personaggi.

Il film e` l' affresco di una classe e di un mondo che non riesce piu` a inserirsi perfettamente nella contemporaneita` e sembra infrangersi di fronte all'irrompere delle sollecitazione esterne.

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