In Time (Andrew Niccol, 2011)
Film del 2011 diretto da Andrew Niccol.
In un futuro non tanto lontano, gli esseri umani sono tutti geneticamente modificati e hanno un’esistenza “a tempo”: sono programmati per vivere 25 anni + tutti gli anni che riescono a procurarsi, che trascorrono comunque con il corpo e la mente dei 25 anni.Il tempo e` diventato l’unico mezzo di scambio, il compenso per il lavoro eseguito, il modo per pagare il supermercato o le bollette. Ma, come sempre e in ogni societa`, c’e` chi ne ha molto, moltissimo, e chi ne ha appena per sopravvivere un paio di giorni; le classi sono rigidamente separate e vivono in aree chiuse.
Ogni persona ha sul braccio un timer che indica il tempo a sua disposizione (un po’ come girare con al collo il proprio estratto conto..) e ovviamente questa riconoscibilita` incoraggia i predoni di tempo che pero` frequentano solo la zona dei poveri che non hanno guardie del corpo. Rubare il tempo e` facile, basta avvicinare il proprio braccio a quello della persona che si vuole rapinare.Questa e` l’idea, abbastanza originale; il resto invece e` “gia` visto”. Il nostro eroe e` un ragazzo povero che dopo aver visto morire la madre per mancanza di tempo e aver incontrato un uomo che dopo moltissimi anni di vita gli regala una grossa quantita` di tempo per poi suicidarsi, decide di entrare nella zona dei ricchi, senza idee troppo chiare, pero`.
Li` incontra persone che hanno migliaia di anni a loro disposizione, cosi` tanti da potersi stupidamente permettere di perderne quantita` ingenti al gioco, e la figlia di uno stra-ricco con cui nasce una storia sentimentale complicata dalle differenze sociali e dal desiderio di rivalsa di lui.Da qui in avanti il film si banalizza con le fughe rocambolesche, gli inseguimenti, il tentativo velleitario di innescare una rivoluzione (contro chi? Con quale possibilita` di riuscita? Come si puo` modificare questo schema di sopravvivenza? Boh?) e ricade in una variante dei soliti film d’azione; non viene data nessuna spiegazione retrospettiva di come tutto questo sia potuto avvenire, ne` se ci sia stato, nel progettarlo, un qualunque tipo di “disegno superiore”. Anche le ambizioni del protagonista sembrano abbastanza limitate, piu` Vallanzasca che Che Guevara.
Forse era la gia` storia ad essere troppo ambiziosa per riuscire a svilupparla coerentemente; o forse si cercava solo un’idea originale per fare un film che sembrasse diverso dagli altri senza in realta` volere che lo fosse. Ma insomma, sembra un’occasione sprecata.E` carino, puo` far passare una serata, ma non lo definirei imperdibile, e lascia troppi quesiti irrisolti.
Puo` far riflettere sull’uso che facciamo del nostro tempo, noi che non sappiamo quanto ce ne resta, sull’insensatezza di certi sogni di immortalita`, ma anche sul velleitarismo con cui ci si infila in certe avventure senza valutarne l’esito..
