Il primo incarico (Giorgia Cecere - 2011) con Isabella Ragonese
Un film italiano, del 2011, di Giorgia Cecere, che ci riporta a un’Italia d’altri tempi: Nena, maestrina appena diplomata (interpretata da Isabella Ragonese) viene convocata per il suo primo incarico di insegnante elementare. La sua destinazione e` a 150 km da casa, siamo nella Puglia piu` profonda e povera di un periodo non troppo definibile (compare una Lancia Ardea, quindi dovremmo essere negli anni ’50, ma per l’ambientazione si direbbe anche un po’ prima).
Nena ha una storia d’amore con il “buon partito” del paese, un bel ragazzo di famiglia ricca, acculturata e probabilmente nobile; e` molto corteggiato e pare un po’ troppo altolocato per lei, che invece e` di origine abbastanza umile, ma in ogni caso entrambi sono molto innamorati.
Lei ha scelto di studiare e accetta la scomoda trasferta con dedizione, anche se questo ovviamente le costera` l’allontanamento dalla famiglia e dal fidanzato.
La scuola e` un trullo in un paese sperduto, gli studenti sono un pugno di ragazzini cronicamente timidi, la stanza dove dovra` vivere per i nove mesi dell’anno scolastico e` uno stanzino con il letto, un catino e poco altro. Ovviamente ha addosso gli occhi di tutto il paese, compreso una specie di seccatore che trova da ridire sui suoi metodi d’insegnamento. Ma lei resiste.
Di li` a poco il fidanzato la viene a trovare, comunicandole che sta andando a vivere coi suoi genitori, appena trasferitisi a Roma dall’ Africa. Poi sparisce: dopo un po’ il bel mondo della capitale lo inghiotte, Nena riceve la sua lettera di addio e ne e` sconvolta.
Che sia sconvolta, si capisce dal fatto che accetta una relazione con il nipote del padrone di casa, ragazzo abbastanza prestante ma decisamente rustico: finche`, a furia di mormorii del paese, il padrone di casa (e dell’edificio scolastico) la affronta: o col nipote si sposa, o se ne vada, perche` “scandalizza”.
E lei si sposa. Il matrimonio non e` granche`, ovviamente: lui si e` sposato anche perche` temeva le ire della famiglia di circensi di cui frequentava la trapezista, e poi va a donne come prima, lei pensa al suo ex, non le interessa tentare di acculturare un pochino il marito, tanto e` un manovale. Insomma, non c’e’ proprio dialogo, a parte probabilmente una certa intesa sessuale. Pero` piano piano e un po’ misteriosamente un c’e` uno scongelamento, forse il dolore di lei si e` affievolito e Nena cerca di ricostruire la sua vita, forse lui ha capito che la trapezista non e` adatta a costruire una famiglia, mentre Nena si`. Fatto sta che si avvicinano un po’.
Quando improvvisamente si ripresenta l’ex fidanzato, ben piu` raffinato e colto, lei vacilla. Ma poi, inaspettatamente, sceglie di continuare il suo matrimonio, forse perche` nel suo marito ignorante ma lavoratore, che si alza alle 4.30 per andare a lavorare, vede un’affidabilita` che l’elegante ex non ha. O forse, dopo l’ispezione che la consacra “ottima maestra” anche agli occhi del diffidente rompiscatole, imbraccia definitivamente il ruolo di maestra del paese.
E` un film particolare e delicato, sembra di tornare in un passato lontanissimo, l’argomento e` (finalmente) inusuale per un film italiano degli ultimi tempi. E` molto ben girato e Isabella Ragonese e` bravissima.
Uno squarcio su un mondo finito e dimenticato, e il dilemma antico di una “brava ragazza” che ha voluto studiare ed l’unica nel mondo che la circonda: cosi` e` “strana”, non sa cucinare, “deve” sposarsi perche` se no il paese mormora, e compressa in tutto questo non sa decidersi per una scelta troppo anticonformista e drastica, non e` piu` certa che sia quello che desidera, si rassegna un po’, paga comunque un prezzo, come forse e` capitato a molte ragazze in tempi anche non lontanissimi.
A me e` piaciuto molto.
