Il giorno in piu' - (Massimo Venier, 2011) Di e con Fabio Volo
Non mi considero un fan di Fabio Volo. Ho avuto colleghi/colleghe che, tempo fa, lo descrivevano come il nuovo fenomeno, ma io non sono mai riuscito a finire un suo libro: troppo normale, troppo persona comune che racconta storie comuni, sembra un collega, un conoscente, non mi interessa (anche se probabilmente ha avuto un’evoluzione, per cui credo che dovrei riconsiderarlo).
Mi sono imbattuto in una recensione carina di questo film, e considerando che la coprotagonista e` Isabella Ragonese, attrice che mi piace (e` carina e sa recitare!), mi son detto: guardiamolo.
E` una storia d’amore, “lui” e` Fabio Volo che oltre a essere l’autore del libro da cui e` tratto (vendutissimo, pare: superato il milione di copie) fa anche l’attore; e come attore, nonche` credo come persona, e` simpatico. Il suo personaggio, a tratti, anche, salvo qualche atteggiamento che non mi appartiene.
E` il classico scapolo “impenitente” che ogni mattina, sul tram, scambia sguardi con una ragazza ma non si decide mai a parlarle, finche` un giorno e` lei a presentarsi: ma vuole solo conoscerlo, salutarlo prima di partire, perche` sta per trasferirsi a New York e su quel tram non salira` piu`.
Lei e` disincantata, forse ha subito delle delusioni d’amore e ha reagito con determinazione: non c’e` storia che possa valere la pena, non c’e` uomo che possa fermarla nel suo obiettivo di cogliere al volo la migliore occasione di lavoro che le si presenta.
Insomma, piu` indipendente di lui, che peraltro di legami non ne cerca proprio. Ma tra loro scatta qualcosa che portera` lui ad andare a cercarla a New York.. eccetera.
Non lo racconto tutto.
E` una storia che ricorda tante altre storie celebri e al tempo stesso non ne ricorda nessuna; e` una commedia romantica, con qualche dettaglio insolito e personaggi di contorno ben rifiniti.
Lui e` un personaggio forse un po’ troppo vincente, ha un lavoro di prestigio, racconta un mucchio di balle e la fa sempre franca, almeno all’inizio. Anche lei e` piuttosto vincente, sprizza impegno da tutti i pori, ma non e` lo stereotipo della donna in carriera: e` dolce, simpatica, piuttosto sulle difensive quando si tratta di uomini.
Gli amici, tutti amici di lui, sono personaggi variegati, chi troppo buono, chi troppo imbranato, chi nasconde un segreto veramente incredibile che si scopre solo alla fine.
A far da contorno, un po’ di “Milano da bere” e qualche luogo comune sugli States.
Conclusione:
un film abbastanza tenero, un paio d’ore piacevoli, niente di eccezionale ma molto meglio di tanti altri film: non si piange, magari un po’ si sorride o si ride proprio.
Fabio Volo sembra sempre recitare se stesso, e forse e` cosi`; la Aragonese si conferma brava e carina.
