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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Il Falsario (Stefan Ruzowitzky, 2008)

petardo

 

Sono certo che quanto sto per dire mi provochera` un’accusa di sciovinismo, ma tant’e`.

Qualche giorno fa, come “I miei affezionati lettori” ricorderanno, ho recensito “Non e` un paese per vecchi”, elogiatissimo film dei fratelli Coen premiato nel 2008 con l’Oscar.

Oggi recensisco “Il falsario – Operazione Bernhard” premiato, nella stessa sessione, dall’Oscar per il Miglior Film Straniero.

Quindi: confrontiamo il Miglior Film (assoluto) col Miglior Film (straniero) del 2008.

Si tratta, in entrambi I casi, di storie di soldi: nel primo, la valigetta piena di dollari presa senza troppo riflettere e poi difesa ostinatamente fino alle estreme conseguenze, nel secondo, le sterline e I dollari falsi che I nazisti impongono di produrre, per scopi bellici, a un gruppo di ebrei deportati, scegliendoli tra stampatori, tipografi, esperti di valuta, e, appunto, noti falsari.

Il confronto e` schiacciante.

“Il falsario” esprime tutta una gamma di sfumature che “Non e` un paese per vecchi” non sfiora neanche da lontano.

Certo, la storia e` di gran lunga piu` coinvolgente, c’e` il fascino del film storico, della ricostruzione di un’epoca e di un ambiente, c’e` la coralita` della tragedia collettiva, dell’orrore perpetrato in nome di teorie insensate, c’e` il senso di colpa latente di qualsiasi occidentale non ebreo di fronte alla Shoah.

Ma il protagonista Karl Marcovics, noto per tutt’altro genere di interpretazione (“Il Commissario Rex”) da` prova di capacita` espressive straordinarie e di una recitazione misuratissima e intensa.

I personaggi che lo attorniano sono sfaccettati, hanno luci e ombre, esplorano con precisione le sfumature dell’animo umano, l’ambizione, la meschinita`, l’opportunismo, la crudelta`, l’ indifferenza, la paura.

Il protagonista non e` un personaggio per John Wayne, e` un pregiudicato assetato di denaro e disposto a qualunque cosa pur di salvarsi, e` un collaborazionista, uno che non tradisce il compagno ribelle, ma ne vanifica gli sforzi.

E` un vincitore “sporco”, uno che a carte vince anche quando non bara, per usare una frase del film.

Eppure, inaspettatamente sceglie di perdere, e questo parzialmente lo redime ai nostri occhi.

Ma noi, in qualche modo, lo avevamo gia` perdonato, da prima.

E alla fine ci dispiace per lui.

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