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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Il corpo umano (Paolo Giordano, 2012)

petardo

 

Il secondo libro di Paolo Giordano, dopo il grande successo de “La solitudine dei numeri primi”.

Non avevo molta voglia di leggere questo libro, perche`, contrariamente all’opinione generale, a me “La solitudine dei numeri primi” non e` piaciuto molto: mi e` sembrato troppo permeato di un senso di cosmica e infrangibile incomunicabilita` senza speranza, mi illudevo che sul finale potesse cambiare e invece no, e` rimasto graniticamente sulla stessa linea impostata fin dall’inizio, e ha finito per deludermi, mi aspettavo qualcosa di piu`.

Cosi` e` successo: ho comprato questo secondo libro un po’ per caso, vagamente incuriosito dall’argomento “guerresco” che in generale non frequento, e che speravo fosse presentato sotto una luce insolita.

Sui primi due capitoli ho vacillato: un po’ crudi e inutilmente volgari, ho temuto il peggio. Invece poi la narrazione ha preso il sopravvento: i personaggi sono meno banali dei classici personaggi di ambiente militare, sono descritti con attenzione al dettaglio psicologico, insomma sono interessanti. Certo, di qualche luogo comune non si riesce proprio a fare a meno: uno e` fragile e timido perche` ha una mamma onnipresente, un’altra e`  una soldatessa dalle maniere dure, ma va in crisi nel momento critico, poi c’e` il “fisicaccio” tutto ormoni e sicurezza di se`, il colonnello volgare, la bella cinica e arrivista, eccetera. Tutti verosimili ma in fondo anche un po’ scontati. Nell’ insieme e` un  romanzo corale, ma c’e` un protagonista: un ufficiale medico che sembra il piu` normale della truppa, ma ha anche lui delle ombre che ci vengono solo accennate, una sorella dalla vita complicata.

Comunque, e` un romanzo d’azione con amore, morte e guerra, e` “pieno” e lo si segue con coinvolgimento crescente fino alla conclusione: dove, inaspettatamente, ma purtroppo come nel primo libro, Paolo Giordano si ferma e ci lascia li`.

Sembrava che cambiasse tutto, e invece non cambia niente. Sembrava che le persone si avvicinassero, che qualcosa succedesse, che certi personaggi si evolvessero, noi siamo li` pronti a vedere dove l’autore li condurra`.. e invece semplicemente smette di parlarcene.

Per chiarire, non mi aspettavo ne` desideravo una storia come i Promessi Sposi: inizio, svolgimento, conclusione e “morale”; ma se raccontiamo la storia di una corrida, dovremo pur dire se alla fine a morire sara` il toro o il torero..

La capacita` di aprire cento storie mostra che allo scrittore non mancano certo gli argomenti: sembra pero` mancare la voglia di “tirare le somme” delle vicende, o almeno DELLA vicenda, di quella che si considera predominante. Sembra che lo scrittore non voglia prendersi la responsabilita` di far fare una fine compiuta a un suo personaggio (a parte quelli che muoiono, che pero` proprio per questo sono la quintessenza della storia non conclusa).

Insomma, questo libro e` un bel viaggio, al termine del quale non ci si trova da nessuna parte.

Se non avete l’abitudine di entare nei libri, come faccio io, probabilmente questo libro vi piacera` comunque: e` scritto benissimo e la storia e` coinvolgente. Del resto anche a me e` piaciuto leggerlo. Non e` piaciuto vederlo finire, sia perche` era finito, sia perche` era finito COSI`.

 

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