Il Cigno Nero (Darren Afronofsky, 2010) - Recensione
Splendido, un po’ inquietante e meritatamente premiato film del 2010 di Darren Afronofsky (autore, tra l’altro anche degli ottimi “The Wrestler “e” L’albero della vita’).
Nina (Natalie Portman, premio Oscar 2011 per questa interpretazione) e` una ballerina che danza gia` da tempo in una compagnia di danza classica di New York, ma attende ancora la sua grande occasione.
Quando il direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) decide che “Il lago dei cigni” aprira` la stagione teatrale e annuncia la sua intenzione di voler sostituire la prima ballerina, Nina si mette in corsa con tutto il suo impegno per ottenere la parte. Leroy gliela assegna, ma con qualche perplessita`, perche`, mentre Nina, cosi` elegante e apparentemente fredda, appare perfetta per l’interpretazione del cigno bianco, sembra troppo poco passionale per interpretare l’altra parte del ruolo, il cigno nero: percio` la sfida continuamente a “sciogliersi”, cercando contemporaneamente di sedurla.
In questo complicato rapporto artistico/erotico si inserisce Lily (Mila Kunis), altra ballerina forse meno brava ma piu` sensuale (lei pare un cigno nero perfetto), e ovviamente altrettanto motivata ad ottenere la parte con tutti i mezzi.
Nina sembra voler condurre una vita molto severa, sotto il controllo di una madre soffocante e onnipresente, ma e` chiaro che ha sviluppato una nevrosi autodistruttiva che la porta a ferirsi intenzionalmente e ad avere visioni allucinatorie.
Tra una visione e l’altra (scene abbastanza forti), la rivalita` con Lily, inizialmente mascherata da amicizia, esplode in un intenso crescendo drammatico in cui per lo spettatore e` difficile distinguere cosa stia succedendo realmente e cosa sia solo prodotto della mente di Nina, fino alla straordinaria scena finale, che coincide con la prima del balletto, vero trionfo per Nina che scatena la sua sensualita` repressa e viene osannata dal pubblico.. ma non e` l’ultimo colpo di scena.
Un film emozionante, serrato come un thriller psicologico in cui Nina sembra al tempo stesso vittima e carnefice di se stessa, con grande regia e attori tutti molto intensi.
Il mondo del balletto rivela passioni, rivalita` furiose e nevrosi “estreme” che contrastano violentemente con la bellezza della musica e la sublime raffinatezza della danza; la psicologia di tutti i personaggi, dalla madre alla rivale al direttore artistico, e` ritratta in modo straordinario, ma restiamo un po’ sconvolti dal personaggio Nina, vero inviluppo di cigno bianco e cigno nero, angelo e demone, splendida psicopatica.
Una menzione va dedicata anche a Winona Ryder, che interpreta Beth, l’ex prima ballerina incapace di accettare la sconfitta e, anche lei, preda di violenza autodistruttiva.
La danza classica non e` roba da mammolette..
