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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

I Primi della Lista (Roan Johnson, 2011)

petardo

 

Trama

Siamo nella Pisa del 1970, nell'ambiente giovanile di sinistra di quegli anni, quando l'inquietudine per un golpe militare simile quello che c'era stato in Grecia tre anni prima era palpabile.

Tra un'assemblea di "compagni" e l'altra, a Renzo Lulli, alle prese con la maturità e con un padre scontento del figlio, interessa più che altro fare un provino da un famoso cantautore dell'epoca, Pino Masi, autore tra le altre de "La Ballata del Pinelli".

Alla fine ci riesce, con l'aiuto dell'amico Fabio Gismondi. Durante il provino notizie di un golpe militare imminente a Roma da parte dei militari italiani convince i tre, sotto l'insistenza del determinato, e anche un po' paranoico, Pino Masi a scappare da Pisa e dall'Italia. Pino Masi teme che, se un regime militare prende il potere, per gli attivisti dei movimenti di sinistra come lui e, in parte, Renzo e Fabio sarebbe la fine, con carcere ed esecuzioni sommarie. Pino si sente un po' tra "I primi della lista".

L'unico che ha l'automobile è però Renzo Lulli, che non sarebbe affatto disposto a scappare con i due, temendo (giustamente) per le ire del padre, ma la personalità prevaricante del Masi ha la meglio, e partono con la A112 verso il confine con l'Austria. Tutti gli indizi che vedono sembrano avvalorare la tesi del golpe, per questo "forzano" il posto di blocco del confine scappando in Austria, dove vengono presto catturati e rinchiusi nel carcere di Villach.

L'infondatezza della notizia del golpe in Italia mina un po' l'amicizia forzata tra i 3 nonché la considerazione che hanno Renzo e soprattutto Fabio verso quello che era considerato quasi un mito, Pino Masi.

Considerazioni

"I primi della lista", opera prima del regista Roan Johnson (più italiano che inglese, nonostante il nome), è tratto da una storia vera, e veri sono i protagonisti del film, qui interpretati dai bravi Claudio Santamaria (Pino), Francesco Turbanti (Renzo), e Paolo Cioni (Fabio).

In questo film si notano alcuni segni caratteristici della commedia italiana, come l'infantile sprovvedutezza dei 3 ragazzi, simpatici ma pasticcioni. Questo fatto, lungi in questo caso dall'essere considerata una critica, rende la pellicola spesso divertente anche se l'argomento è serio. Infatti, la quasi paranoia di Pino Masi non è totalmente senza fondamento: a dicembre dello stesso anno un tentativo andato fortunatamente fallito di un golpe militare in Italia è, in effetti, avvenuto, ad opera dell'ex comandante della decima MAS Junio Valerio Borghese.

Film girato con un budget scarsissimo (e forse in qualche parte si può anche vedere) non inficia il risultato finale, a ulteriore conferma che se si hanno cose da raccontare e se lo si sa fare non sono indispensabili finanziamenti ingenti.

Il soggetto del film è dello stesso Renzo Lulli. Simpatica la scena che precede i titoli di coda dove i protagonisti del film (quelli veri) incontrano i loro interpreti.

Appropriata la colonna sonora, e curiosa è la canzone che i 3 protagonisti cantano nel cortile del carcere, prima di essere rilasciati. Si tratta di "Quello che non ho", una canzone di Fabrizio De Andre' che però è stata scritta nel 1981.

I primi della lista

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