Homicide (David Mamet, 1991)
Ho voluto vedere questo film perche' ne avevo letto bene, per la storia che mi sembrava interessante e perche' non conoscevo nulla del regista, tale David Mamet.In effetti, il film e' iniziato molto bene, almeno dal punto di vista musicale: una bella rielaborazione del secondo movimento della suite in Re maggiore (BWV 1068) di Johann Sebastian Bach detta anche "aria sulla quarta corda".
Non appena sono comparsi gli attori, il colore con dominante giallognola dell’immagine mi ha lasciato un po' perplesso, ma vabbe', si tratta di un film del 1991..
Poi sono iniziati i dialoghi a raffica come solo i film americani riescono a fare (e che io odio un po').
Recitazione un po' forzata (almeno nel doppiaggio) e dialoghi non entusiasmanti aumentavano la mia perplessita'.
Il film narra di un detective che, gia' dalla faccia, sembra un po' sfigato (Joe mantegna). In realta' pare sia bravissimo a trattare ed ammorbidire anche i piu' coriacei delinquenti.
Ebreo, gia' dall'inizio deve subire commenti di tipo razziale dai suoi superiori (di colore), nonche' ordini non granche' gentili per seguire un caso o l'altro.
Alla fine ne seguira' due contemporaneamente, e la confusione non aiutera' ne' lui ne' lo spettatore.
In uno dei due casi riguarda l’assassinio di un’anziana signora ebrea. Per quaesta ragione questo caso (che non voleva prendere in carico) alla fine lo coinvolse pesantemente.
Contattera’ un gruppo di filo sionisti dai contorni poco cristallini che gli fara’ commettere qualche stupidaggine.
L’appartenenza etnica, la razza, i doveri del detective e i doveri verso il paese nel quale vive sono i temi che si mescolano nel film che pero’ non mi ha convinto fino in fondo, anche perche’ alcuni aspetti mi sono rimasti alquanto confusi...
Mah... Boh...
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