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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Guida per riconoscere i tuoi santi (Dito Montiel, 2009)

petardo

 

Film del 2006, basato sul racconto autobiografico del regista Dito
Montiel, premiato per la miglior regia e con Premio Speciale della
giuria al Sundance Film Festival.

Il ritorno a casa, nel Queens (New York) dopo molti anni, di un
affermato scrittore, chiamato dalla madre perche` il padre e` molto
malato.

La relazione padre-figlio e` il tema di fondo di questo film, tutto
giocato sui ricordi che si affollano nella mente di Dito al suo
ritorno.

Il Queens della sua adolescenza era un quartiere estremamente povero,
dove coesistevano bande, delinquenza, immigrazione poco fortunata.

Nel gruppo dei suoi amici, composto da piccoli delinquenti e ragazzine
sull'orlo della prostituzione, era comparso un ragazzo nuovo piu`
aperto verso il mondo esterno, ma la sua morte per omicidio chiude la
ventata di aria nuova e innesca il dissidio tra Dito e il padre Monty,
che sembra indifferente all'accaduto.

Dito, che doveva partire insieme a questo amico, parte da solo e questo
alla fine lo salva da un futuro di delinquenza sicura.

Monty, a cui Chazz Palminteri regala un'interpretazione
straordinaria e piena di sfumature, e` uno strano personaggio che vuol
sembrare piu` forte di quello che e`, sembra avere poche idee ma
robuste e le ripete ossessivamente; quando Dito era un ragazzo, aveva
una predilezione per l'amico di Dito piu` avviato alla violenza,
forse a causa delle botte che subiva in casa sua, e lo difendeva
ignorando la realta`.

Questo amico nel tempo attuale si trova in carcere per un omicidio
legato alla morte dell'altro ragazzo, Dito va a trovarlo;
l'incontro tra i due e` cordiale, ma la distanza tra loro rimane
incolmabile.

Tra gli altri personaggi, spiccano la madre di Dito, piu` consapevole
del padre ma sostanzialmente ignorata, e la ragazza che Dito amava,
che poi ritrova da adulta, mamma di un bambino e (sembra) riuscita a
condurre un'esistenza normale, ancora in quello stesso quartiere
che si e` in qualche modo evoluto.

E` proprio lei che riesce a far riaffiorare, nel Dito adulto, un
maggiore senso di responsabilita` verso il padre, aiutandolo
nonostante il padre non voglia perdonargli di essersene andato.

E` un film emozionante, come spesso succede quando un personaggio
ripercorre I momenti essenziali della propria vita; dialoghi ben
costruiti, ottima ricostruzione dell'ambiente del vecchio
quartiere, buona recitazione di tutti gli attori.

 

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