Giulia non esce la sera (Giuseppe Piccioni, 2008)
Dico spesso che le storie del cinema italiano degli ultimi anni sono quasi sempre storie di coppia.
Questo film sfiora l'argomento, ma lo svolge in modo completamente diverso: ai bordi di una piscina, infatti, si svolge la storia d'amore tra uno scrittore di un certo successo, con una famiglia quasi normale, e un'istruttrice di nuoto dal passato difficile e dal presente decisamente scomodo.Giulia, l'istruttrice, non esce la sera.
Il perche` (lo rivelo perche` se ne e` gia` parlato molto all'uscita del film), e` "semplice": si tratta di una carcerata obbligata a rientrare in cella ogni sera.Ovviamente questo "dettaglio", insieme alla causa che lo ha provocato, influiscono molto sul presente di Giulia e degli altri protagonisti, e anche sulla storia nel suo complesso.
Il film e` pervaso da un alone di infelicita` corale, da un malinconico senso di mancanza: c'e` una specie di incapacita` dei personaggi, di tutti i personaggi, a concludere positivamente una qualsiasi delle storie della loro vita, il premio letterario del padre come la storia sentimentale della figlia-ragazzina grassottella, le insoddisfazioni della moglie che sfociano in fantasie erotiche, il problematico rapporto di Giulia con sua figlia che la rinnega.E` una specie di incantesimo che priva tutte le storie di una soluzione positiva.
Perfino i personaggi immaginari, nelle bozze di racconto di lui, sono persone infelici che trovano solo porte chiuse davanti ai loro tentativi:l'inserzione di questi personaggi, con spunti di grande felicita` coreografica, aggiunge al film un tocco surreale e poetico: pare perfino di cogliere un' ispirazione felliniana.
Certo, non e` un film per depressi: se ne esce un po' dolenti, rimuginando su una soluzione che non c'e`.
Grande sceneggiatura, dialoghi curati e mai banali, caratteri disegnati con attenzione.
Bella colonna sonora affidata ai Baustelle.
Valeria Golino e i suoi occhi .. bravissima, e direi lo stesso per tutti gli altri attori, da Valerio Mastrandrea ai personaggi "minori", che tanto piccoli poi non sono.
