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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

The Wrestler (D. Aronofsky, 2008), con Mickey Rourke

petardo

 

Non mi sono mai appassionato al wrestling, anzi, praticamente ne ho scoperto l’esistenza solo qualche anno fa, quando mio figlio, allora abbastanza piccolo, comincio`, tra i nostri nasi arricciati, a divertirsi guardando gli incontri trasmessi al pomeriggio.

In effetti, secondo me, si tratta di uno spettacolo divertente solo per un bambino: una lotta finta, dalla spettacolarita` esagerata, a cui assiste un pubblico cosi` entusiasta da apparire prezzolato, con campioni dai nomi roboanti vestiti con abbigliamenti incredibilmente pittoreschi. Praticamente dei tamarroni incredibili.

In realta' questo film ha attirato mia moglie, sia perche` premiato con il Leone d’Oro, sia perche` si parlava di una grande interpretazione di Mickey Rourke, ex “bello e dannato”, le cui vicissitudini umane l' avevano colpita,

Infatti, dopo essere diventato una star grazie a “Nove settimane e ½”, dove era partner di Kim Basinger, una serie di problemi dovuti a droga e forse "mal di vivere" lo hanno riportato al pugilato, sua attivita` giovanile, praticato con poco successo e molti incidenti, anche gravi.

Questo film assomiglia percio` in un modo impressionante al racconto della sua vita: e` il viale del tramonto di Ram, wrestler professionista, una leggenda che si trova a fare i conti con l’eta` che avanza, la salute che peggiora e una situazione umana disastrosa.

Spesso a corto di soldi, separato, ha una figlia adulta che non gli perdona la sua assenza e nessun vero amico.

Gli incontri a cui partecipa sono combinati (come sempre, nel wrestiling) e i colpi "a sorpresa" sono studiati a tavolino con l’avversario, anche se poi botte e ferite sul ring sono vere, e, con un atteggiamento quasi masochistico, i wrestler arrivano ad esagerarne gli effetti per aumentare la spettacolarità.

Quando non combatte si trascina per fumosi locali di strip-tease, dove incontra una non piu` giovanissima ballerina di lap dance da cui e` attratto.

Tra i due nasce una specie di storia, a cui lei tenta di resistere perche` si sente responsabile in quanto madre. Gli consiglia di riallacciare i rapporti con sua figlia, e lui tenta: dapprima la figlia lo rifiuta, poi sembra disponibile a perdonarlo e a riallacciare i rapporti con lui.

Ma la salute comincia ad abbandonarlo; dopo un infarto, i medici gli proibiscono di salire ancora sul ring.

La sua vita sembra svuotarsi dell’ultimo scopo rimasto, tenta di intraprendere un lavoro al bancone di un supermercato ma i rapporti con clienti petulanti o che lo riconoscono lo mettono in crisi.

Dopo essere riuscito, con fatica, a convincere sua figlia ad accettare un invito a cena con lui, proprio la notte prima della cena si caccia in una storia di cocaina e sesso con una sconosciuta,riemergendone troppo tardi; non arriva in tempo all’appuntamento e la figlia, disgustata del tutto, lo abbandona per sempre.

Senza il wrestling, non rimane nulla nella sua vita: torna a combattere, ma date le condizioni del suo cuore e` ovviamente l’ultimo incontro.

Il boato della folla che lo osanna senza capire, il suo viso sofferente, lo schermo buio, resta solo la musica di Bruce Springsteen.

Qualche scena un po’ cruenta, ambientazione volutamente squallida, cenni di combattimento, backstage quasi circense, con gli atleti che si accordano sui colpi da utilizzare, i manager che parlano sempre di soldi e di incontri da organizzare, la folla che urla e mangia pop-corn mentre due energumeni sporchi di sangue si scazzottano fingendo di volersi ammazzare.

Un mondo che abbiamo gia` visto nei film sulla boxe e in quelli sui gladiatori, un ambiente povero di valori che trova una sua catarsi nel momento in cui si sofferma sui temi del declino fisico, della solitudine, della scelta del totem a cui sacrificare la propria vita.

Una grande interpretazione di Mickey Rourke che sembra recitare se stesso, suggestiva colonna sonora e un’ottima regia che riesce a ricostruire dall’interno il mondo del wrestling con i suoi trucchi fasulli e le sue sofferenze vere.

 

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