Perfect score (Brian Robbins, 2004)
Un gruppo di ragazzotti alle prese con uno dei famigerati test americani per poter accedere alle università: il "SAT", Scolastic Attitude Test.
Dal punteggio col quale si esce deriva il futuro universitario degli studenti: se il punteggio è alto, la possibilità di iscriversi alle università più quotate aumenta.Il test è uguale per tutti.
Anche da qui deriva il disagio di Matty, dopo la prima deludente prova.In effetti, i test di questo tipo, che stanno prendendo piede anche in Italia, li trovo validi per valutare delle macchine (tutte uguali) più che degli esseri umani. Sono utili solo per semplificare il compito dei valutatori.
Matty lo ritiene un sopruso e, contro un sopruso, cosa c’e’ di meglio di un’azione illegale? L’obiettivo che si pone è quindi quello di copiare i risultati del “SAT” successivo.Ben presto attorno a lui, più o meno involontariamente, si forma un piccolo gruppetto di ragazzi e ragazze decisi, per vari motivi, a entrare in possesso dei risultati: Anna, la “seconda della scuola”; Desmond, un giocatore di basket di colore; il suo amico Larry; un ragazzo di origine orientale dalla comicità insopportabile e una giovanissima Scarlett Johansson, che poi è la figlia del proprietario del palazzo dove sono custoditi i test SAT.
Alla fine, non senza colpi di scena, riescono nel loro intento, ma… incredibilmente decideranno di non utilizzare i risultati del test faticosamente recuperati durante il test stesso.Finale educativo? Forse, ma mio figlio diciassettenne si è messo a sghignazzare (e non so se è un bene)…
Film direi “sufficiente”, ma nulla di più.Impressionante la qualità audio, decisamente superiore (soprattutto per l’adrenalinica colonna sonora, non per il doppiaggio).