Film - London River (Rachid Bouchareb, 2010)
Il 7 luglio 2005 un terribile attentato a Londra fa più di 50 morti e 700 feriti. Quattro kamikaze a bordo di mezzi pubblici della capitale britannica si fanno esplodere quasi simultaneamente causando caos, lutti e devastazioni.
In questo contesto (reale) la storia, penso inventata ma verosimile, di due genitori che, dopo l'attentato, non ricevono più notizie dai loro rispettivi figli, i quali vivevano a Londra per studio.
Elisabeth è una vedova che vive in un'isoletta sulla Manica coltivando un orto e allevando asini. E' di religione protestante. Cerca di mettersi in contatto con la figlia tramite telefono senza successo.
Ousmane, un nero africano con capelli rasta, musulmano, vive curandosi degli olmi in una foresta francese. Ha lo stesso problema con suo figlio, che non vede da molti anni.
I due protagonisti si sfiorano spesso in dolorosi luoghi come ospedali, obitori e stazioni di polizia, dove transitavano per capire cosa è successo ai propri figli scomparsi. Deceduti a causa dell'attentato o (sperabilmente) in viaggio, per una vacanza? Scopriranno che i ragazzi erano una coppia, e vivevano assieme nell'appartamento di Londra ora utilizzato da Jane per alloggiare temporaneamente nella capitale.
Tra i due, la diffidenza iniziale (soprattutto da parte di lei) si va a poco a poco placando, o, almeno, normalizzando, tanto che a un certo punto Elisabeth offre a Ousmane di alloggiare assieme a lei nell'appartamento precedentemente abitato dai due figli. Così, tra speranze e timori, si aiuteranno alla ricerca della verità.
Il film è molto ben fatto, misurato, non certamente retorico. L'argomento è il tema della diversità, e tra Elisabeth e Ousmane le differenze sono notevolissime: origini, religione, cultura, perfino esteticamente sono agli antipodi.
Il regista, Rachid Bouchareb, è un francese di origine algerina non nuovo a tematiche che riguardano immigrazione, differenze culturali e sociali, tolleranze e intolleranze.
Estremamente efficaci gli attori, che rendono molto bene i sentimenti dei personaggi pur con interpretazioni molto misurate. Elisabeth è Brenda Blethyn, mentre Ousmane è interpretato da Sotigui Kouyaté, attore del Burkina Faso che, per questo film si è meritato l'Orso d'Argento come miglior attore al festival di Berlino del 2009. L'anno successivo morirà per una malattia polmonare.
