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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Film - La nostra vita (Daniele Luchetti, 2012) - Con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti

petardo

 

Amaro film di Daniele Luchetti, del 2010, che ritrare in maniera impietosa ma assolutamente onesta, purtroppo, il degrado del livello di moralita` media degli italiani degli ultimi tempi..

Claudio (Elio Germano) e` capomastro, a Roma, in uno dei tanti cantieri che crescono come funghi nelle periferie di tutt’Italia.

Ha una bella famiglia, due figli piccoli e la moglie Elena (Isabella Ragonese) ancora incinta, con la quale ha un bel rapporto sensuale e allegro.

Ma succede l’imprevedibile: Elena muore di parto e Claudio resta solo coi suoi tre bambini, la cui eta` troppo acerba li rende faticosi da accudire.

Memorabile la scena del funerale, dove tutti, e in particolare Claudio, cantano, anzi urlano la canzone preferita dalla coppia: "Anima fragile" , del Vasco.

http://www.youtube.com/watch?v=u3l1Cmkq9​3A

Da infarto.

La reazione di Claudio, pur giustamente addolorato, e` sopra le righe: pensa che i suoi figli dovranno avere “di tutto, di piu`”, crede di consolarli coprendoli di giocattoli, ha una crescente necessita` di avere successo e apparire, e non esita a ricattare, coprendo una morte accidentale che avrebbe fermato il cantiere, il suo datore di lavoro che si trova cosi` costretto a passargli un subappalto.

La nuova esperienza, ovviamente, ha alti e bassi, inconvenienti e imprevisti, lui cerca di arrangiarsi ma combina anche parecchi pasticci.

La sua fortuna e` avere una famiglia numerosa e in qualche modo consolatoria (una sorella e il bellissimo fratello, Raoul Bova, single fragile alla ricerca della “sua” donna che resta catturato dalla, pur simpatica, immigrata russa in cerca di sistemazione), e un strana coppia di amici composta da una prostituta di colore (Alina Bezurteanu) e uno spacciatore in carrozzella (un irriconoscibile Luca Zingaretti), che lo aiutano a tappare i buchi della sua presenza occupandosi dei bambini.

Il mondo in cui si svolge tutto il film e` un mondo in cui non si pagano le tasse (addirittura, in una delle ultime scene, un fornitore dichiara “noi facciamo tutto in nero, siamo persone perbene”), un mondo dove si recuperano immigrati irregolari per pagarli poco o niente e scaricarli alla prima occasione, un mondo dove il portinaio rumeno resta seppellito per sempre nel vano dell’ascensore e suo figlio quando Claudio glielo rivela rinuncia a reagire, dove al pensiero di comprare appartamenti in certi condomini, visto come sono costruiti, vengono i brividi. Un mondo dove perfino la prostituta nigeriana a un certo punto sbotta “me ne voglio andare di qui, gli italiani pensano solo ai SOLDI” e purtroppo ha perfettamente ragione.

“Una mazzata” ha commentato mio figlio diciassettenne, che e` rimasto a guardare il film fino alla fine.

Se l’Italia e` cosi` (e certamente e` cosi` da qualche parte, il dubbio e` QUANTA Italia sia cosi`) il quadro e` davvero desolante.

Elio Germano, per questo film premiato a Cannes come miglior attore, con la sua faccia da bravo ragazzo sa esprimere al tempo stesso disperazione, vuoto di valori morali e un desiderio di fraintesa “normalita`”, ma l’immagine che rimane e` quella di un uomo che rischia e annaspa per poter finalmente entrare nel novero dei “furbi”.

Recitazione eccezionale anche per tutti gli altri interpreti.

Grande regia.

 

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