Film - Il gioiellino (A. Molaioli - Italia, Francia 2011)
Film di Andrea Molaioli, che racconta, usando Leda come nome dell’azienda, la storia della Parmalat dalle origini al crac.
Un po’ difficile per l’argomento trattato e per l’intrinseca poca spettacolarita` dei bilanci e dei consigli di amministrazione, ricostruisce, credo correttamente, la vicenda.Il successo trasforma la piccola impresa a carattere famigliare in un gruppo enorme senza cambiarne la struttura: il risultato e` che il controllo resta in mano alle stesse persone, le cui capacita`, valide finche` l’azienda era piccola, si rivelano inadeguate alle nuove dimensioni internazionali.
Tra sprechi ed errori, ambizioni e storie personali, un certo modo orgogliosamente provinciale di condurre gli affari e un incauto pensiero di impunita` si arriva a una falsificazione del bilancio aziendale di cui gli appoggi politici non riescono piu` ad arginare le conseguenze.L’ordine di bruciare tutti i documenti e` l’ultimo patetico tentativo di salvarsi che il “capo” mette in atto, ma all’indomani di una notte passata distruggendo i registri contabili l’ arrivo dei Carabinieri mette una pietra sopra l’avventura-Parmalat.
Nonostante gli ottimi attori, tra cui Toni Servillo (il potentissimo Ragioniere) e Remo Girone (il capo) e il tentativo di alleggerire il racconto mostrando la Parma-bene e la relazione di sesso & potere tra la bella nipote del capo e il Ragioniere, la vicenda e` tetra e tale appare.Il film a tratti e` perfino noioso, i particolari sfuggono, e soprattutto la vera motivazione sottostante, ammesso che ce ne sia una: una storia sostanzialmente algida, con un contenuto informativo inferiore a quello di una puntata di “Report”, la cui morale e` un proverbio della mia infanzia: “chi troppo in alto sal, cade sovente, precipitevolissimevolmente”..
Inoltre, pensando ai danni subiti dai poveri risparmiatori che avevano investito in questo gruppo, resta davvero poco spirito di comprensione nei confronti dei responsabili di questa vicenda.