Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Film - Hai paura del buio (M. Coppola - Italia 2010)

petardo

 

Eva è una ragazza che vive a Bucarest, da sola. E' appena stata licenziata dalla fabbrica dove lavorava. Con l'aiuto di un vicino decide quindi di vendere tutto quello che può (mobili, suppellettili, e ricordi) portando alcuni oggetti in strada o fotografando i mobili più grandi con una polaroid. I passanti, se interessati, comprano.

L'obiettivo di tutto questo è un biglietto aereo per l'Italia, e la meta un piccolo paese in provincia di Foggia. Il perché di questa quantomeno bizzarra scelta lo si scoprirà più avanti.

Sola e senza una meta precisa, nel paesino pugliese non trova di meglio che dormire in un’utilitaria di proprietà di Anna, la quale, sorpresa dal giaciglio di fortuna, anziché cacciarla la ospita temporaneamente a casa sua.

La famiglia di Anna non naviga certo nel benessere, e a questo è probabilmente dovuto l'umore sempre nerissimo di Anna. La nonna non è autosufficiente e il padre è nullafacente ma molto fumante. L'unica che lavora è la madre. Anna, invece' lavora (duramente) alla fabbrica della Fiat che c'e' in quella zona.

Qui Eva accetta di accudire la nonna, ma nel frattempo cerca una persona che si scoprirà essere la madre, che l'ha abbandonata nove anni prima in cerca di fortuna, che non ha trovato ma che, con mezzi che si possono facilmente immaginare, le ha permesso di inviare denaro alla figlia per il suo sostentamento. Ma la figlia voleva e pretendeva quello che una madre lontana e assente non potrà mai darle.

Film interessante e opera prima di Massimo Coppola, personaggio poliedrico, che ha collaborato anche con Mtv, anche se il film è di tutt'altro stile.

Disegna una Romania che, tutto sommato, è meglio dell'Italia di provincia del sud descritta nel film, con luci fredde, ambienti scrostati e squallidi con all'orizzonte, oltre i campi, i bagliori fumanti della fabbrica.

S’indugia spesso su Eva che accende e spegne le luci di casa, A probabile simbologia di un buio che non è solo fisico.

Forse alla ricerca di una sua cifra stilistica, o magari perché gli interessa, le riprese sono spesso ravvicinatissime, il che, a lungo andare, possono rendere difficoltosa la visione di questo film che io reputo interessante, anche se magari un pizzico di leggerezza un più l'avrebbe reso più reale, anche solo, se non altro, per spirito di sopravvivenza...

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti