Film - Brothers (Jim Sheridan, 2009)
Due fratelli che si assomigliano poco: Tommy, il minore, ha appena finito di scontare una condanna per rapina, Sam e` militare di carriera e sta per partire per l’ Afghanistan.
Sam ha una moglie bellissima, Grace (Natalie Portman) e una figlia bambina.
Tommy e` solo, e ovviamente un po’ disorientato.
Sam parte per l’Afghanistan, ma poco dopo giunge la notizia della sua morte in missione; Tommy si sente responsabilizzato verso i suoi genitori e verso la famiglia di Sam, e almeno al livello delle piccole incombenze famigliari prende il posto del fratello cercando di rendersi utile, ad esempio aggiustando la cucina disastrata che Sam, troppo occupato dal suo servizio militare, non aveva mai avuto il tempo di sistemare, oppure accompagnando Grace e la figlia a pattinare sul ghiaccio e facendo loro compagnia.
Inoltre e` pentito per la sua vita precedente e va a scusarsi con la vittima della rapina per la quale e` finito in carcere.
Questi gesti trasformano l’iniziale diffidenza di Grace, che considerava Tommy uno sbandato irresponsabile, in una cordiale amicizia che confina con l’attrazione, finche` i due una sera si baciano. Ma non succede altro, perche` entrambi sono a disagio nell’intraprendere una relazione, pensando a Sam.
Nel frattempo, il colpo di scena: Sam non e` morto, e` stato catturato dagli Afghani e imprigionato in pessime condizioni, al punto da trovarsi costretto a scegliere tra essere ucciso e uccidere il suo compagno di prigionia.
Sceglie di ucciderlo, ma i risvolti psicologici di questo gesto sono pesantissimi: quando viene liberato e torna in America e` malridotto, si comporta in modo strano, non riesce a liberarsi dal ricordo dell’uccisione e sviluppa una forma di gelosia nei confronti di Grace e Tommy, la cui storia, che non era quasi neanche iniziata, dopo il suo ritorno si interrompe del tutto.
La conclusione rimane a mezz’aria: Sam sembra sempre piu` folle, il suo recupero, se ci sara`, sara` lungo e faticoso; Tommy si presenta in famiglia con una nuova ragazza, ma niente sembra definitivo.
Un film dallo spunto interessante, ma sviluppato “a tesi”, con alcune banalità; la storia del cinema e` costellata di registi che non resistono a propinarci i problemi degli Americani reduci di guerra (nonostante questa volta il soggetto venga da un film danese, di cui “Brothers” costituisce il remake), che sono sempre dello stesso tipo, come sempre dello stesso tipo sembrano i nemici, siano essi nazisti, Vietcong o Afghani. C’e` il solito padre dei due fratelli, ex militare del Vietnam e imprigionato in una logica di rigidi rituali, incapace di capire il figlio minore; c’e` la bambina che piu` del padre militare apprezza lo zio che ha tempo per lei; c’e` la moglie ex “bella del paese” che non si sente certamente troppo bene nella parte della moglie del reduce; c’e` Sam, il reduce, tutto incubi, urla, sguardi vitrei.
Insomma, poco originale e anche un po’ puritano nel racconto della non-storia d’amore tra Grace e Tommy.
Un buon soggetto che poteva essere sviluppato meglio.
