Damsels in Distress - Ragazze allo sbando (Whit Stillman - 2011)
Nel college di Seven Oaks, Violet, Rose e Heather, studentesse molto legate tra loro per vari motivi (abitano anche nello stesso alloggio) vedono Lily, una ragazza dall'aspetto particolare, intenta a fare le pratiche per l'iscrizione e decidono di aiutarla ad introdursi nell'ambiente. Lily non sembrava avere particolari bisogni, se non quelli dell'alloggio, e per questo quella che appare la "capa" del gruppetto, Violet, propone di farla vivere con loro.
Lily si accorge che le tre ragazze, e in particolare Violet, l'"ideologa" del gruppetto, hanno curiosi e bizzarri pensieri e convinzioni che, tutto sommato, la intrigano.
"Missione" di Violet e delle sue amiche (verrebbe a dire loro malgrado) e' di aiutare il prossimo, in particolare quello che appare psicologicamente fragile. Infatti gestiscono un "Centro di prevenzione suicidi", aiutando studenti depressi, che "spessissimo" tentano il suicidio gettandosi da una particolare terrazza del college che pero', distando pochissimi metri dal suolo, provoca solo ferimenti relativamente lievi, ma grandi dolori fisici (almeno a giudicare da quanto appare in un fugace tentativo di suicidio presente nel film).
Bizzarri sono anche i metodi di cura: tip tap (e, in genere, il ballo), caffe' e ciambelle.
Bizzarre sono anche le profonde convinzioni di Violet, quali il culto dei luoghi comuni e dei proverbi, dei profumi e, in genere della pulizia corporale. Le 'puzze" di certi gruppi studenteschi maschi sconvolge olfattivamente sia Violet che le compagne.
Bizzarro e' anche il genere di ragazzo con i quali Violet pensa si debba avere a che fare. Meglio, molto meglio i mediocri, con i quali si puo' operare facilmente per elevare la loro condizione. Infatti il ragazzo di Violet e' considerato da tutte (lei compresa) un cretino, che peraltro, ben presto, cede alle lusinghe di una "paziente" di Violet depressa, deprimendo a sua volta la povera Violet.
Tra coppie che si formano e si disfano, sorprendenti dialoghi, serrati e vacuamente pregnanti, e tentativi di introdurre un nuovo ballo chiamato "Sambola" (secondo Violet il destino dell'umanita' e' segnato e in parte determinato dall'invenzione di nuovi balli) il film si conclude in una grande "Sambola" collettiva.
Bizzarro film, dicevo. Ad esempio, non appare ben definita l'epoca alla quale si riferisce. I vestiti ricordano spesso gli anni '60 ma ci sono gli SMS. Anche le musiche della colonna sonora si rifanno al periodo tra il 1960 e il 1970.
Mentre le ragazze appaiono ben distinguibili, sia nei caratteri che nell'aspetto, i ragazzi presenti nel film sembrano un po' tutti uguali, tendenzialmente mediocri, talvolta mendaci. Candidamente determinate, le ragazze perseguono i loro strambi obiettivi (soprattutto Violet, prima della crisi) incuranti di quello che possono pensare in altri ambienti del college.
Non c'e' dubbio che il regista e sceneggiatore Whit Stillman, assai poco prolifico (il film precedente risale al 1998, ed e' il suo quarto film) ha uno stile assolutamente particolare che, per alcuni, puo' sembrare sconfortante. Secondo mia moglie questo film e' orribile. Io non sono d'accordo, anzi, mi e' parso piuttosto intelligente, anche se l'obiettivo finale del lavoro rimane un po' sconosciuto, chiuso tra la parodia di soap o di teen movie (ma parodia non e', e chiamarlo cosi' e' assolutamente diminutivo) e il cosiddetto "film di formazione".
