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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Come Dio comanda (Gabriele Salvatores, 2008)

petardo

 

Tratto dall'omonimo romanzo di Niccolo` Ammanniti, questo film di Gabriele Salvatores inquadra una situazione di grande disagio ai margini di una societa` benestante ed egoista.

Rino, padre del quattordicenne Cristiano, e` un disoccupato alcolista, attaccabrighe, violento, nazistoide. I due vivono in una specie di catapecchia, privi di qualunque contatto umano a parte quello con l'amico "Quattro Formaggi", che un incidente sul lavoro ha trasformato in un disadattato con problemi psichici.

Di Cristiano si occupa un assistente sociale, detestato da padre e figlio che temono che voglia farlo mettere in un istituto.

Rino educa Cristiano in un'ottica di violenza, rancore e razzismi verso tutti; accusa gli extracomunitari di rubargli il lavoro, gli impone di uccidere (con una pistola) il cane dei vicini perche` abbiaia di notte, caccia via in malo modo una ragazza appena conosciuta, quando la scopre tossicodipendente.

Cristiano va a scuola, ma non ha nessun rapporto con i compagni; solo una ragazza, Fabiana, sembra avere almeno la curiosita` di conoscerlo.

Casualmente, a Quattro Formaggi sembra che Fabiana assomigli alla pornostar che su videocassetta riempie le sue serate solitarie.

Cosi` in una notte di pioggia furiosa, la incontra in una strada che attraversa un bosco, credendosi desiderato la segue, al suo rifiuto la violenta e la uccide.

Accorgendosi di cio` che ha fatto, telefona a Rino che accorre in suo aiuto, ma ha un malore.

Quattro Formaggi scappa. Rino, prima di entrare in coma, riesce a chiamare col cellulare Cristiano, che chiama l'ambulanza riuscendo anche a nascondere il cadavere di Fabiana nel furgone e portarlo a casa non visto, per poi gettarlo nel fiume.

Nel frattempo Cristiano passa un po' di tempo con l'assistente sociale che cerca di farsi accettare.

Mentre Rino e` in coma, Cristiano crede che l'assassino sia lui; Quattro Formaggi sembra aver rimosso la scena cosi` com'e` accaduta realmente. Durante un momento di lucidita` se ne ricorda e si suicida.

Cristiano trova a casa di Quattro Formaggi l'i-pod di Fabiana, che inchioda Quattro Formaggi al suo delitto.

Rino esce dal coma, Cristiano e` li`, padre e figlio piangono e si abbracciano.

Una storia dura, protagonisti antipatici o fastidiosi, ma anche l'ambiente esterno presentato non e` bello: ricco e superficiale, del tutto indifferente a chi e` stato meno fortunato. Due mondi coesistenti che non comunicano, neanche si vedono.
L'ambiente del paese e` conforme: edilizia selvaggia, nessun progetto organico, case vecchie abbandonate o mal tenute in un guazzabuglio di villette e troppo luccicanti centri commerciali.

Il nazismo di Rino (e quindi di Cristiano, nell'ambito di un legame di ferro, cementato dalla violenza, tra padre e figlio) sembra figlio della disperazione, e questa e` una considerazione che una societa` dovrebbe fare piu` spesso prima di abbandonare a se stessi interi gruppi sociali facendone terreno fertile per le ideologie piu` violente e retrive.

Certo la visione offerta e` distorta: ci fanno un po' orrore, ma finiamo per amarli perche` non e` colpa loro, anche se molte persone nelle stesse condizioni reagiscono diversamente.

Il dubbio che mi e` rimasto e` se sia lecito pretendere dagli ultimi umilta` e riflessione anziche` risentimento e odio; abbandonare i disperati al proprio destino li rende facili prede di ideologie pericolose e distruttive, che potrebbero ritorcersi gravemente contro l'indifferenza dei benpensanti, per cui occuparsi di questa umanita` non sarebbe solo un'azione da buoni samaritani, ma anche la stipula di un ferreo contratto di stabilita` sociale.
 

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