Chimaira (Valerio M. Manfredi)
Thriller in salsa etrusca
Gli Etruschi, forse a causa della loro lingua incomprensibile, e perciò forse a causa delle relativamente poche informazioni che si conoscono su di loro, hanno sempre dato adito a leggende, misteri e storiacce di reincarnazioni e vendette di origine millenaria.Ricordo dalla mia adolescenza il film "L'Etrusco uccide ancora" che non vidi, ma il titolo mi restò impresso.. lo vide una mia cugina che se ne spaventò moltissimo.
Stavolta invece parliamo di un libro, "Chimaira" di Valerio Massimo Manfredi.Ci sono entrato per caso, in una sera di mancanza di libri nuovi, di quelle che risolvo andando e cercare tra i libri consigliati dalle prof a mio figlio, alla scuola media o al liceo, e quindi senza la minima idea di quale fosse l'argomento.
L'inizio sembra interessante: un giovane ricercatore desidera approfondire i suoi studi sulla celebre scultura, denominata "L'ombra della sera" che raffigura, in modo estremamente stilizzato, un esile fanciullo.Si reca dunque a Volterra, dove la statua si trova, prende contatti col personale della Sovrintendenza e del Museo, ecc.. sembra una storia normale.
Ma dietro le quinte si annida la paura: un mostro inqualificabile e terribile miete vittime nelle campagne dei dintorni, con una scelta che sembra "guidata" dal ritrovamento di un certo sepolcro.. qui mi fermo per non rovinarvi la lettura.Un libro ben scritto, un "noir" ben costruito, con cenni di conoscenze archeologiche e di cultura classica ben mescolate alla relativa banalità della storia d'amore, descritta con sobrietà, e alla drammaticità del giallo.
Un colpevole assurdo che via via diventa sempre più logico e riconoscibile, e quindi credibile, una storia inverosimile alla quale si finisce per credere, circostanze semplicemente impossibili, colpi di scena che mettono i brividi.La soluzione e` una riedizione contemporanea del "deus ex-machina" che, per chi non ricordasse (e qui salta fuori prepotente il Pico De' Paperis che e` in tutti noi) nella tragedia antica aiutava il drammaturgo a risolvere una situazione senza vie d'uscita: dal cielo (con una "macchina" teatrale, appunto) scendeva una divinita` che coi suoi "superpoteri" sistemava tutto..
In questo caso la via d'uscita per la situazione irresolubile scaturisce da un'iscrizione che funge da manuale di istruzioni per la soluzione del mistero.Un giallo in salsa etrusca per i cultori del giallo, e una passeggiata nell'archeologia e nella cultura etrusca per tutti gli altri, a patto che non soffrano di incubi notturni..