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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Canone inverso (Ricky Tognazzi, 2000)

petardo

 

Durante un'asta pubblica un anziano signore e una ragazza (Costanza) si contendono un particolare violino con una faccina intagliata sulla punta del manico, al posto del più comune "ricciolo".

L'anziano signore vince, ma la ragazza non demorde, lo segue e lo convince a farsi raccontare perché ci tenesse tanto.

Si parte dalla Praga del '68. La stessa ragazza incontra un violinista che suona una musica che solo lei può ricordare. Incuriosita, lo segue, e quest'altro uomo inizia a raccontarle una storia che parte dal ricordo di un bambino con un grande talento nel suonare il violino. Vive con la madre e il marito, allevatore di maiali, che però non è il suo vero padre, che non aveva mai conosciuto. Raggiunta l’età adolescenziale gli viene regalato quel particolare violino con la testa intagliata.

La vicenda racconta essenzialmente la vita di questo ragazzo, Jeno Varga, di origine ebrea, del suo "amore impossibile", o quasi, nei confronti della bellissima pianista Sophie (un po' troppo simile a Barbie, in realtà), del suo studio all'interno di un severo ed esclusivo collegio musicale, dell'amico (poi si vedrà ben più di un amico) David Blau, aristocratico studente di violino.

Poi la venuta del nazismo, la caccia agli ebrei (anche Sophie era ebrea) e i campi di concentramento.

Il film è tratto dal romanzo "Canone Inverso" di Paolo Maurensig, con variazioni introdotte dagli sceneggiatori Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Graziano Diana che, forse cercando di renderlo più cinematografico, hanno secondo me aggiunto troppi ingredienti, rendendolo a tratti alquanto macchinoso e a volte un po' melenso.

Ad esempio, inutile mi e' parso il racconto nel racconto che e' presente in questo film ma non nel romanzo di Maurensing.

La storia di per se è intrigante, e non la spiego nei dettagli perché ci sono parecchi "colpi di scena" che è meglio non conoscere in anticipo, ma, sempre a mio parere, un po' troppo infarcita di coincidenze improbabili.

Altro elemento che non convince è la sequenza temporale e l’età apparente dei vari protagonisti che, invecchiando, cambiano un po' troppo l'aspetto poiché cambia anche l'attore che recita la parte. Questo probabilmente è inevitabile, ma affidare la parte di Ricky Tognazzi (dal naso piuttosto importante) da anziano a Peter Vaughan, un attore con un naso affilato, non mi sembra una buona scelta, nell'economia della coerenza del film.

La colonna sonora, oltre a brani classici, comprende pezzi composti da Ennio Morricone, compreso il "canone inverso" che da il titolo al film e che è la misteriosa melodia che solo pochi conoscono. Si tratta di un tipo di scrittura contrappuntistica, in questo caso suonata da 2 violini, che prevede uno dei 2 strumenti suonare le note in senso contrario a quelle del primo.

Apprezzo sempre moltissimo la grande musica da film di Morricone, che però in questo particolare caso mi è sembrata un po' al di sotto della sua (stratosferica) media.

Insomma, un'occasione di un buon film non perfettamente centrata, anche se, alla fine, il risultato non può essere considerato troppo male.

 

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