Cado dalle nubi (G. Nunziante, 2009), con Checco Zalone
Non seguo più Zelig da un paio di decenni. Prima, quando Zelig era solo un ritrovo di comici un po' underground alla periferia di Milano, sì.
C'era Paolo Rossi, Riondino, un giovane Bisio (pericolosissimo) una giovanissima Guzzanti...
Poi mi pare ci sia stata una deriva verso il basso, con annessa berlusconizzazione che mi ha allontanato da quello che è oramai diventato il "marchio Zelig".
Checco Zalone è un comico, appartenente alla cosiddetta "scuderia Zelig" che nel 2009 è passato dai classici sketch al suo primo lungometraggio: "Cado dalle nubi".
Poiché dal punto di vista "artistico" non lo conoscevo, mi sono incuriosito e, per farmi un'idea della comicità di successo di oggi, ho visto il film.
La storia inizia a Polignano a mare, città natale di Modugno e, modestie a parte, di Checco Zalone, pseudo - cantante demenziale (a sua insaputa) in cerca disperata di successo.
Piantato dalla fidanzata, parte per il nord, Milano, dove abita da anni un suo cugino omosessuale (a sua insaputa).
Lì s’innamora di Marika, una simpatica ragazzotta ottimamente interpretata da Giulia Michelini.
Peccato che lei (che giustamente non ne voleva sapere di stare con Checco) è figlia di un leghista duro e puro (il bravissimo Ivano Marescotti).
Tra situazioni imbarazzanti, gaffes e trovate piuttosto divertenti, il film rimane godibile fino a un po' trascinato happy end.
Certo che la comicità di Checco in questo lavoro rientra nella classica comicità italiana, quella dell'ignorantone simpatico che quando parla dice strafalcioni (alcuni piuttosto indovinati), quella di Toto', per intenderci, quindi nulla di particolarmente nuovo, ma decisamente di livello superiore rispetto agli orribili e volgari cinepanettone alla Boldi e De Sica (il figlio, naturalmente).
