Buffalo Soldiers (Gregor Jordan, 2001)
L'esercito americano, in crisi di "vocazioni" dopo la fine della leva obbligatoria, attinge a piene mani tra i delinquentelli facendoli scegliere tra la galera e il servizio militare. A questo punto, dire che il servizio sia "volontario" può sembrare alquanto forzato.
Qui siamo a Stoccarda, nel 1989, proprio in corrispondenza dell'abbattimento del muro di Berlino, e il nostro non-eroe è un ladruncolo di automobili che ha sposato la causa militare per evitare la galera. Ha una faccia da schiaffi che consola e non è molto simpatico, cosa che, nel panorama filmico pieno di bellini simpaticoni anche quando non è il caso, è da considerare con favore.
Già l'ambiente militare è alienante di per se, e riesce spesso a tirare fuori tutto il peggio che sta nelle persone, se poi le persone hanno un'innata un'attitudine a tirare fuori il peggio, si capisce come la possibilità che in queste basi militari ci sia un clima tranquillo e legale può non essere la norma.
Infatti, il nostro non-eroe Joaquin si dedica allegramente a qualsiasi attività illegale che gli procuri parecchi soldi, dal mercato nero alla raffinazione e commercio della droga.
A fare tutto questo non è solo, e molti commilitoni, tra tossicodipendenti e delinquenti comuni, formano un ambientino inquietante e pericoloso.
L'ufficiale superiore di Joaquin è un imbecille, con moglie "generosa" a seguito, che offre favori anche a Joaquin stesso.
La vita nella base scorre con il solito tran-tran illegale e lucroso fino a quando non arriva Lee, un sergente un po' in là con gli anni, un "duro che più duro non si può" reduce dal Vietnam, sicuramente con parecchi scheletri di violenze e sopraffazioni nell'armadio. Lee vuole riportare la sua visione di ordine alla base.
Lee ha una figlia dall'aspetto discreto che Joaquin "faccia da schiaffi" prima seduce e poi ne risulterà sedotto.
Chiaramente a Lee questo non piace affatto, gliela farà pagare amaramente (o almeno ci proverà).
Lascio il resto della trama alla visione del film per non rovinarvi le sorprese, che non mancheranno sicuramente, con alcune scene assolutamente imperdibili.
Il film è molto ben fatto, anche se talvolta è (o appare) un po' grottesco, ma, come abbiamo visto anche recentemente sui comportamenti dei militari in zone controllate da loro, non c’è limite alla peggiore fantasia.
Certamente non è un film dove l'esercito, e in particolare l'esercito USA, ne esce bene. Quanto sia la realtà e quanta la finzione o l'esagerazione non è dato a sapersi, anche se c’è da considerare che il regista Gregor Jordan è cresciuto in una base militare in Australia e suo padre è un reduce del Vietnam.
D'altronde è un film anglo-tedesco, che, in generale, l'America non ha visto di buon occhio, anche perché è uscito nel 2001, l'anno tristemente famoso per l'attentato alle torri gemelle. La vicenda ha ritardato la distribuzione della pellicola in quel paese per un paio di anni.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano Robert O’Connor.
Adeguatissima la colonna sonora, formata da brani di vario genere del periodo rappresentato.
