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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Breakfast on pluto (Neil Jordan, 2005) - Recensione

petardo

 

Irlanda, anni 60

Una bellissima governante "che assomiglia Mitzy Gainor" a e un aitante prete di campagna (Liam Neeson) cedono alle lusinghe della carne.

L'episodio non sara' privo di conseguenze: nasce infatti un simpatico frugoletto che pero' ne' il prete ne' la madre hanno intenzione di accudire, per cui viene affidato alla tabaccaia del paese, piuttosto irascibile nei confronti del figliolo adottato, e, in parte, non si puo' dargli torto.

Lui infatti e' un tipo un po' particolare. Oltre a chiamarla "sederone peloso", ha delle caratteristiche, diciamo cosi', curiose che preoccupano e fanno innervosire la madre adottiva.

Fin da piccolo, ama vestirsi da donna e, crescendo, non cambia idea.

In una parola, e' dichiaratamente, visibilmente, platealmente, orgogliosamente, innocentemente gay.

Si fa chiamare "Gattina"…

Amico di una ragazza di colore, un ragazzo down e un terrorista dell'IRA (che, a parte la ragazza, faranno una brutta fine) trascorre la vita in un mondo tutto suo, e sinceramente non si capisce se perche' e' scemo o altro.

Rinnegato anche dalla madre adottiva, che non ne poteva piu', tenta prima con un gruppo musicale pop (tra cui Bryan Ferry) e poi con un prestigiatore di intraprendere una carriera artistica, con scarsissimo successo.

Scopre che suo padre e' il sacerdote e va a Londra a cercare la sua bellissima madre naturale, che trova ma non le dice niente.

Subisce e viene accusato di un atto terroristico. Due poliziotti lo riempito di botte.
Lui sembra non lamentarsi troppo.

Probabilmente vogliono farci subodorare che e' anche masochista.

La parte finale, discreta, non dico che sia lieta ma quasi.

Questo film, tratto dal romanzo omonimo di Patrick Mccabe, non mi e' piaciuto granche'.

L'atteggiamento del protagonista e' esageratamente "gay stereotipato". Inoltre non sembra in grado di fare un ragionamento o discorso non dico serio, ma almeno normale,

Anche l'equazione famiglia disagiata = figlio gay mi sembra un luogo comune.

Non che l'attore che lo interpreta, Cillian Murphy Liam Neeson, non sia capace, anzi, e in questo lo aiutano molto i lineamenti poco mascolini: sono le cose che gli fanno dire che mi "perplimono", e il regista, Neil Jordan (la moglie del soldato) non e' probabilmente privo di colpe.

Per il resto il film ha anche alcune trovate carine: ad esempio alcune scene sono realizzate dal punto di vista di 2 simpatici pettirossi che si scambiano pure dei commenti.

Colonna sonora con musiche dell'epoca (brani peraltro non indimenticabili)

 

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