Bella Addormentata – (Marco Bellocchio, 2012)
Non era facile fare un film sulla straziante vicenda di Eluana Englaro. Straziante non sono per la storia in se, ma anche, e forse soprattutto, il quasi sempre indegno vociare dei protagonisti dei media, in particolare dei politici che trattano l’argomento eminentemente per scopi di tipo elettoralistico-populista, senza, in molti casi, una reale convinzione morale ma per mero interesse.
La contrapposizione politica si riflette poi, probabilmente in modo piu’ sentito, in contrapposizioni di cittadini che manifestano, spesso in modo scomposto, chi pro chi contro la decisione di interrompere l’alimentazione forzata a Eluana, da 18 anni in coma.
Giustamente, nel film di Bellocchio questa storia rappresenta lo sfondo sul quale raccontano altre vicende, piu’ o meno collegate alla prima.
C’è Uliano Beffardi (Toni Servillo), politico del Pdl in crisi di coscienza per la decisione del partito di votare contro la proposta di legge del suo partito che vorrebbe vietare la possibilita’ dell’interruzione dell’alimentazione forzata. Uliano ha vissuto, come si intuisce nei flash-back, una prova simile con sua moglie, malata allo stato terminale, che gli chiedeva di “aiutarla”. C’è sua figlia (Alba Rohrwacher) che, probabilmente, non gli perdona di averlo fatto. Attivista del movimento per la vita, va a Udine a manifestare, ma la conoscenza di manifestanti del lato opposto (in particolare Roberto) cambia almeno in parte la sua visione del mondo.
C’è una attrice francese (interpretata da Isabelle Huppert) che, per accudire la figlia in coma trascura tutto il resto (figlio e marito compresi).
Infine abbiamo l’intensa prova di Maya Sansa nelle parti di una tossicodipendente che invece “vuole” togliersi la vita, mentre un medico, anche contro la volonta’ del primario, la prende a cuore, vegliandola quasi ininterrottamente durante la fase di incoscienza per la sedazione effettuata dopo che si era tagliata le vene del polso.
Particolare è anche la scelta dei nomi dei vari protagonisti. Oltre al senatore Beffardi, l’attrice francese è chiamata “Divina Madre”, la tossicodipendente “Rossa” e il medico che la cura “Pallido”.
Non sono mai stato un amante dei film realizzati su storie reali, perche’ spesso risultano aridi documentari. Qui invece l’autore, spaziando tra “belle addormentate” con risvolti diversi anche se in qualche modo affini, riesce a fare vero cinema, raccontando i vari modi nei quali si puo’ provare e dimostrare amore.
