Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Amiche da morire - (Giorgia Farina, 2013) - Recensione - Con Impacciatore, Gerini, Capotondi

petardo

 

Opera prima di Giorgia Farina, giovanissima e promettente regista italiana che ha studiato cinematografia alla Columbia University, “Amiche da morire” è un bizzarro affresco tra passato e futuro della realtà, in parte vera e in parte caricaturale, di un ambiente chiuso e retrogrado quale può essere la vita in un’isola del sud Italia.

L’inusuale vicenda narra di tre giovani donne che vivono sull’isola: Gilda, Olivia e Crocetta.

Gilda, interpretata da Claudia Gerini, è la più emancipata, anche perche’ è giunta sull’isola dalla terraferma e, per mestiere, fa la prostituta, ma con una certa classe.

Olivia (Cristina Capotondi) è la mogliettina perfetta. Apparentemente ingenua e anche un po’ sciocchina, appunto per questi motivi è stata sposata dal ragazzo più bello del paese che, purtroppo per lei, è anche un delinquente. Di Olivia si scoprirà essere dotata un grilletto sorprendentemente facile e una mira invidiabile.

Crocetta (Sabrina Impacciatore) è la più derelitta. Zitella con nomea di porta sfiga, è tenuta a distanza da tutti i giovanotti del paese, compresi quelli del luogo in cui lavora, una fabbrica di tonno in scatola. Scoprirà che in tutto questo giocava un ruolo la possessivissima madre, e per questo se ne va da casa.

Gilda è sfrattata dal proprietario di casa, che è anche proprietario di quasi tutte le case dell’isola, che affittava, naturalmente, in nero.

Olivia sospetta che il marito la tradisca, e per questo lo va a cercare (armata). In realtà il marito è ricercatissimo dall’ispettore di polizia dell’isola e sta per fuggire.

Queste tre donne che così diverse non si possono si troveranno, nonostante tutto, a diventare amiche o a fingere di esserlo, mentre sono guardate con sospetto da tutto il paese. Nonostante tutto, cercano di proteggersi l’un l’altra dai pasticci che fanno, soprattutto quelli di Olivia “grilletto facile”.

Il film, pur non essendo perfetto, è molto divertente e assolutamente consigliabile anche per la bizzarria di certe situazioni che comunque prendono spunto da caratteristiche, usanze, luoghi comuni e non tipici di quei posti.

Un film di donne, come la regista, dove gli uomini sono solo il contorno dell’azione, e ne entrano a far parte solo saltuariamente (e malgrado loro).

Non è un film dove l’altra parte del cielo è rappresentata in modo idealistico, anzi di difetti le tre ragazzotte ne hanno a bizzeffe, così come le donne più anziane del paese, rappresentate in modo molto divertente.

Piuttosto brave e adatte ai loro personaggi le protagoniste principali. In particolare, mi ha favorevolmente impressionato la Capotondi, praticamente perfetta.

Bellissimi i luoghi (il film è stato in realtà girato in Puglia) e interessanti le musiche scelte, anch’esse improntate in un’alternanza di passato e presente un po’ schizofrenico.

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti