Adventureland - (Greg Mottola, 2009)
Per questo film le premesse non erano affatto buone: della Walt Disney, giovanilistico e con un titolo da brividi (in senso spregiativo) "Adventureland". Ma, nonostante tutto, ne avevo sentito parlare bene e quindi ho pensato di vederlo.
Siamo alla metà degli anni 80, negli USA. Jesse è un ragazzotto piuttosto timido e sfigatello ma intelligente e pure abbastanza "colto" (soprattutto rispetto al panorama sconfortante che gli sta attorno) che si è appena diplomato al college.
Le sue mire per una supervacanza in Europa e per l'iscrizione ad una superuniversita' sono subito frustrate dalla famiglia che si trova improvvisamente in gravi difficoltà economiche.
Dell'Europa non se ne parla proprio e per l’università l’unica soluzione è trovarsi un lavoro, ma la faccenda si rivela più difficile del previsto. Alla fine riesce ad ottenerlo in uno squallidissimo Luna Park chiamato, appunto, Adventureland.
Con scarsissimo entusiasmo deve gestire alcune giostre tristanzuolissime.
Qui però incontrerà parecchie persone che lo aiuteranno a crescere, tra le quali una ragazzotta piuttosto caruccia (Emily, interpretata da Kristen Stewart) anche lei lì a lavorare, ma non per esigenze economiche: vuole stare lontana dalla matrigna che non le piace affatto. Emily è piuttosto in crisi perché', oltre al problema famigliare, ha una storia con un ragazzotto un po' più grandicello e sposato, l'addetto alla manutenzione del Luna Park.
Il film è un interessante spaccato della società adolescenziale del tempo, dove, a quanto sembra, l'erba circolava allegramente, come e forse più di adesso, anche da parte di personcine, diciamo così, a modino.
Disincantato, talvolta irriverente e mai stucchevole, pare che questo film, scritto e diretto da Greg Mottola, sia tratto da esperienze personali del regista che effettivamente, nel 1987, ha lavorato in uno di questi luoghi di "divertimento forzato".
Ottima la recitazione e molto godibile la colonna sonora, con musiche dell'epoca e con una insospettabile canzone di Antonello Venditti in inglese. Solo dopo ho capito che era il Venditti nazionale che aveva fatto una cover (Alta marea) dell'originale Don't Dream It's Over dei Crowded House, inserita nel film.
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