Acciaio - (Stefano Morodini, 2012) Tratto dal romanzo di Silvia Avallone
Film tratto dal primo romanzo di Silvia Avallone, un vero successo letterario premiato con il Premio Campiello “Opera Prima” del 2010.
Ho letto il libro subito dopo l’uscita e a mio parere il film lo rispecchia fedelmente, seppur tralasciando alcuni aspetti, forse meno cinematografici, del racconto.
E` la storia di Anna e Francesca, due quattordicenni di Piombino, decisamente piu` carine della media, che vivono nel quartiere operaio e appartengono a famiglie piuttosto disagiate, di cui i padri rappresentano la parte peggiore; il padre di Anna ha lasciato la famiglia e torna a casa ogni tanto, esibendo soldi loscamente guadagnati, mentre il padre di Francesca e` violento e possessivo, picchia la figlia o la reclude, forse abusa di lei.
E’ una storia di adolescenza, ma e` un’adolescenza particolare, ambientata in un quartiere operaio a sua volta particolare, perche` tutti lavorano all’acciaieria Lucchini e i ritmi sono scanditi dai faticosi turni di lavoro.
E` un quartiere che non offre quasi niente, lunghe file di panni stesi alle finestre, utilitarie parcheggiate lungo i viali, qualche panchina sotto gli alberi in un paesaggio bello ma in parte rovinato dall’ingombrante presenza dell’acciaieria. L’unica cosa che gli adolescenti possono fare e` andare al mare, se hanno almeno il motorino, se no restano solo le panchine e l’attesa della festa di Ferragosto; anche per gli per gli operai c’e` ben poco, uno squallido night club che si mangia una parte consistente dei loro magri salari.
L’enorme acciaieria e` onnipresente; non c’e` punto della citta` da cui non la si veda, anche dal capanno abbandonato, vicino alla spiaggia, dove le due ragazze vanno a passare il tempo, magari dopo aver fatto il bagno in quel mare azzurrissimo in cui si specchiano le ciminiere.
Eppure, proprio di fronte all’acciaieria che sembra un po’ un inferno (e le immagini rendono bene questo aspetto) c’e` un paradiso, quell’isola d’Elba che attrae turisti che sembrano appartenere a un mondo dorato di lusso e felicita`, di cui le ragazze, che non sono mai state in vacanza, che non hanno mai preso neppure quel traghetto, sognano di far parte.
Tra loro due c’e` un legame speciale che le isola dalle altre, che tentano di essere loro amiche, senza risultato: loro si sentono belle, forti e superiori, credono di non aver bisogno di nessuno.
Ma mentre Anna studia con impegno, si iscrive al liceo classico e affida agli studi il compito di migliorare la sua vita (in questo incoraggiata dalla madre, donna forte e impegnata nel sindacato), Francesca sembra piu` incline a lasciarsi andare, non le interessa studiare, cerca di fare soldi al night club o in appuntamenti occasionali con uomini.
Parallelamente alle loro storie scorre quella di Alessio (Michele Riondino), il fratello ventenne di Anna, operaio che non vuole lasciare il suo mondo pur vedendone i limiti; e` innamorato da sempre di Elena, una ragazza di buona famiglia che lo ricambia ma, dopo essersi allontanata per studiare, ricompare in un ruolo importante nell’ufficio del personale dell’acciaieria, cioe` “dalla parte del padrone”, e questo complica tutto.
Le diverse storie si intrecciano fino a un terribile incidente che sconvolge la vita di tutti, anche se e` come se tutti fossero gia` in qualche modo rassegnati a un’ eventualita` del genere.
Il film si chiude sulla riappacificazione di Anna e Francesca, entrambe gia` ferite ma non domate.
E` un film che racconta molto e non da` spazio a interpretazioni fantasiose: la dura realta` dell’acciaieria, la spaventevole “fisicita`” di cio` che viene prodotto e del modo in cui si svolge il lavoro, insieme alla desolazione di cio` che e` limitrofo (i campi incolti, il capanno abbandonato), inquadrano una fatica di vivere in cui e` anche difficile essere adolescenti.
Le due ragazzine ostentano atteggiamenti da donna, ma ovviamente conservano, nascoste ma non troppo, insicurezze da bambina; ognuna a suo modo, sognano di andarsene da li`, Anna grazie agli studi, Francesca in un modo piu` autodistruttivo, adescando uomini.
Alessio invece, giovane, bello, desiderato dalle altre ma innamorato della sola che non appartiene al suo mondo, sembra incaponirsi nel restare proprio in quel mondo, che ovviamente non gli piace, ma in qualche modo sente come suo, in contrapposizione col padre che e` fuggito a fare fortuna in modo disonesto, abbandonando la famiglia salvo ripresentarsi di tanto in tanto con costosi regali.
Ottima la recitazione di tutti gli attori, in particolare delle due ragazze che interpretano Anna(Matilde Giannini) e Francesca(Anna Bellezza), attrici non professioniste ma, pare, scelte sul posto.
Regia di Stefano Mordini.
